Etichetta a semaforo penalizza ingiustamente l’85% del Made in Italy

07/04/2017

Dopo il Regno Unito, anche la Francia ed il Belgio pensano di attivare l’etichetta nutrizionale a semaforo sugli alimenti. Ma i nutrizionisti la giudicano contraria ai principi di una sana alimentazione. E per Coldiretti il sistema penalizza l’85% del made in Italy alimentare, a cominciare dal Grana Padano. 

L’etichetta nutrizionale a semaforo sugli alimenti si estende in Europa, nonostante le critiche degli esperti di alimentazione. Partita dal Regno Unito, ora potrebbe essere adottata in Francia e presto in Belgio, senza tenere conto della dieta mediterranea, indicata come modello dai nutrizionisti. E tra i prodotti colpiti dal bollo rosso su tutti il Grana Padano Dop, seguito dal Parmigiano Reggiano e il prosciutto di Parma sono stati bollati col rosso, come riassume una tabella elaborata da Coldiretti.

IL MADE IN ITALY DOP BOCCIATO DAL SEMAFORO ROSSO - LA TOP FIVE
VALORE AL CONSUMO IN MILIARDI

1)           Grana Padano

2,2

2)           Prosciutto di Parma

2,2

3)           Parmigiano Reggiano

2

4)           Prosciutto di San Daniele

0,77

5)           Gorgonzola

0,68


Elaborazioni Coldiretti su dati Ismea

 

“E’ un sistema troppo rigido - afferma Michele Carruba, direttore del Centro Obesità del dipartimento Farmacologia di Milano - Dare il rosso ad alcuni alimenti è il contrario della filosofia a cui ci ispiriamo noi nutrizionisti”.

Per Carruba non esistono cibi buoni o cibi cattivi, ma solo una corretta o scorretta alimentazione. “La nutrizione sta tutta nell’equilibrio dei singoli pasti, nel bilanciamento tra carboidrati, grassi, proteine, frutta e verdura – spiega l’esperto nutrizionista -. Lo sapevano anche le nostre nonne, senza bisogno di tante ricerche scientifiche. La dieta mediterranea si è tramandata così, di madre in figlia, sulla base del buon senso e non del bilancino”.

“E’ importante il concetto di cultura dell’alimentazione. Più che di semafori, c’è bisogno di educazione a scuola. Se si impara a mangiare bene da piccoli, ci si saprà gestire bene anche da grandi – spiega Carrubba - Questa etichettatura induce decisamente in errore. A prima vista sembra un’indicazione immediata di bontà dell’alimento, ma non lo è. E’ come voler fare un intervento chirurgico con un’ascia e non con il bisturi”.

“Con l’inganno delle etichette a semaforo – commenta invece il presidente nazionale di Coldiretti Roberto Moncalvo - si rischia di sostenere, con la semplificazione, modelli alimentari sbagliati che mettono in pericolo, non solo la salute dei cittadini italiani ed europei ma anche un sistema produttivo di qualità che si è affermato pure grazie ai riconoscimenti dell’Unione Europea. In gioco c’è la leadership italiana in Europa nelle produzioni di qualità con 289 riconoscimenti di prodotti a denominazione (Dop/Igp)”

http://www.italiachiamaitalia.it/letichetta-semaforo-sugli-alimenti-bocciata-dagli-esperti/

http://www.coldiretti.it/news/Pagine/275---5-Aprile-2017.aspx

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