Fritti di patate
La domenica “è” il pranzo in famiglia o con gli amici, i piatti di casa, quelli che erano delle nonne, poi delle mamme, quelli che amiamo conservare e tramandare. A volte ci piace anche cambiare, avere qualcosa di insolito, da offrire all’inizio come un gran tagliare di salumi, del buon Grana Padano DOP, giardiniera, carciofi sott’olio. Oppure da preparare la sera, al ritorno dalla gita fuori porta, e gustare questi fritti sfiziosi, tutti insieme guardando un bel film o la partita di calcio. Uno tira l’altro, davvero golosi!
Difficoltà
Facile
Dosi
6 persone
Stagione
Primavera/Estate
Francesca D'Orazio
Ingredienti
1.3 Kg di patate farinose
300 g di farina
10 g di lievito in polvere
60 g di Grana Padano, grattugiato 
1 uovo
Sale
Olio per la frittura 
 
Procedimento
Lavare le patate, metterle in pentola e coprirle con acqua fredda, portare a bollore, abbassare la fiamma e fare cuocere per circa 40 minuti (dipende dalla dimensione delle patate), oppure cuocerle nel microonde.
Pelarle, passarle e disporle su un piano di lavoro, allargarle e farle intiepidire. 
Impastarle con la farina setacciata con il lievito, l’uovo, il Grana Padano grattugiato, ed un pizzico si sale, fino ad ottenere un impasto morbido, non appiccicoso.
Dividere l’impasto in più pezzi. Sul piano di lavoro infarinato, allungare ogni pezzo sottilmente e tagliarlo ad intervalli di 20 cm.  Congiungere i lembi al centro e premere per formare un fiocco.
In una padella capiente, scaldare l’olio a temperatura media (160°C) , friggere i fiocchi di patate, fino a doratura.
Scolarli, disporli dapprima su un setaccio o una griglia (quella del forno) per far sgocciolare l’olio e poi su un vassoio foderato con carta assorbente o carta per fritti. Salarli, trasferirli in un piatto di portata e servirli caldi.
Le regole per friggere bene
  1. Quale olio? Scegliere un olio che regga temperature alte senza bruciare e quindi rilasciare sostanze tossiche. I migliori, l’extravergine di oliva e l'olio di arachide, dal un sapore più delicato.Gli oli sconsigliati  per la frittura sono quelli con un basso punto di fumo, come quello di girasole, di soia e di mais. Non utilizzare lo stesso olio per più fritture.
  2. Quale recipiente di cottura? La classica padella di ferro, perché permette un riscaldamento dell’olio più graduale, di forma larga, bassa. Benissimo anche una casseruola in acciaio, dai bordi alti.
  3. Quanto olio? Friggere sempre in olio profondo. I cibi che cuociono immersi nell'olio, assorbiranno meno olio, risulteranno più leggeri.
  4. Quanto caldo? A seconda di ciò che cuciniamo. Per sapere se pronto possiamo inserire uno spiedino (le nonne usavano il manico del mestolo di legno) e se si formano tante bollicine intorno, vuol dire che possiamo iniziare a friggere. È preferibile tenere la fiamma medio bassa prima di inserire gli alimenti da friggere e poi alzare la fiamma. In ogni caso, è sempre comodo avere in cucina un termometro specifico, utile anche per capire quando è pronto un arrosto di carne o di pesce.
  5. Quanti pezzi? Friggere pochi pezzi alla volta: se ne mettiamo tanti, si abbassa la temperatura dell'olio, col risultato che il fritto sarebbe meno croccante e più unto.
  6. Salare prima o dopo? Niente sale prima della cottura, ma solo dopo, altrimenti rischiamo di perderne la fragranza.
  7. Come tenere in caldo? Man mano che friggi, tieni i pezzi già pronti nel forno caldo ma spento e con lo sportello aperto. Non coprirli, per evitare che il vapore li renda mollicci.
La natura a tavola
Ogni stagione ha i suoi frutti, tanti possono essere nostri preziosi alleati per decorare la tavola rendendola ogni volta diversa. 
Durante l'estate ad esempio possiamo sbizzarrirci tra uva e fichi, le prime pere e mele. Un ramo di melo selvatico è in sé perfetto se posto al centro della tavola. Qualche ramo di mirto, dell’uva, qualche fico, ed il gioco è fatto. Aggiungendo dei fiori dal colore tenue, avremo un addobbo importante per un buffet.
Possiamo anche “giocare” con un pò di foglie - purché non trattate - e daremo alla nostra tavola un tocco davvero particolare. Avete mai pensato di metterle alla base dei piatti? Diventano dei sottopiatti naturali bellissimi. L’importante è che siano foglie pulite, lavate, asciugate bene. Passando sulla superficie un batuffolo intinto nell’olio, le foglie diventano lucide ed avranno un effetto diverso.
Questa è la stagione giusta anche per cavoli, cavolfiori, verse. Il cavolo verza, in particolare, è un capolavoro della natura, bellissimo come centro tavola, tenendo le foglie leggermente aperte e piegate. Inoltre le foglie più belle, possono trasformarsi in un contenitore naturale al posto del piatto o della salsiera!
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