Con quali vini abbinare il Grana Padano?

Vino e formaggio sono elementi portanti della storia dell’alimentazione e sono spesso frutto di una consolidata esperienza culturale propria di un’area geografica e di un linguaggio del gusto individuale difficili da codificare in regole precise e universalmente accettate.
Ma se la sensibilità soggettiva ci porta ad una giusta anarchia del gusto, esistono tuttavia delle regole che permettono di codificare alcuni principi base che guidano il palato del degustatore ad accondiscendere, a volte, gli abbinamenti tradizionali oppure a rivoluzionare il consueto, creando nuovi stimolanti accostamenti universalmente condivisi. Il rapporto del vino con il formaggio è infatti uno dei connubi più versatili ed è uno dei giochi gastronomici più allettanti.
L’abbinamento gastronomico dei vini non può prescindere dalla conoscenza delle loro caratteristiche chimiche ed organolettiche, in grado di influenzare nettamente le sensazioni gustative percepite al momento dell’assunzione del cibo. Non a caso piatti tradizionali e vini del territorio sono sempre andati a braccetto, integrandosi l’un l’altro in un connubio omogeneo di sensazioni e di sapori. Lo stesso vale per i formaggi che, in base alla loro tipologia, è consigliabile abbinare ai vini tipici del territorio. Scelti nelle singole tipologie, questi vini quasi sempre soddisfano gli abbinamenti più azzeccati se sapremo distinguere fra i vari tipi di formaggio. Quelli qui di fianco elencati sono alcuni dei criteri adottati dalla associazione Italiana sommeliers.

Grana Padano e il grande vigneto Italia

L’Italia offre un panorama enologico variegato contraddistinto da un mosaico veramente eterogeneo di vini capaci di abbinamenti perfetti con tutta la cucina nazionale ed internazionale. Sono oltre 350 le cultivar usate in vinificazione, questo ci permette un percorso tra i vini tipici e tradizionali della Penisola abbinati a questo importante protagonista dell’arte casearia italiana, che si presenta in tre diverse stagionature: Grana Padano Dop, Grana Padano Dop “Oltre 16 mesi”, Grana Padano Dop Riserva.
Con quali vini abbinare il Grana Padano?
IL GRANA PADANO DOP
Il Grana Padano Dop presenta profumi non ancora complessi, che ricordano il latte e la panna. La bocca esalta il suo carattere dolce e una discreta grassezza. La sapidità, appena accennata, stimola una discreta salivazione, pertanto occorrono vini morbidi, freschi di acidità, appena tannici e leggermente caldi di alcol, con profumi fruttati mai invadenti. In primis le “bollicine” del Prosecco extra dry, appena floreale con sapore immediato morbido di accattivante leggerezza. Poi da Nord a Sud, potremo apprezzare alcuni dei migliori bianchi italiani e rossi di immediata beva. 
Con quali vini abbinare il Grana Padano?
IL GRANA PADANO DOP "OLTRE 16 MESI"
Il Grana Padano Dop “Oltre 16 mesi” si caratterizza con aromi che sanno ancora di latte e di panna, Contemporaneamente si sviluppano profumi più complessi di burro e di fieno. Alle sensazioni olfattive fa seguito in modo circolare e continuo il sapore, che esalta una discreta salinità, la quale, a sua volta, stimola la salivazione. Dopo la deglutizione questa stagionatura di Grana Padano lascia sulla lingua una leggera, sottile e caratteristica patina di grasso. Per esaltare le caratteristiche del formaggio occorre privilegiare vini rossi leggermente tannici di discreta intensità e di media-lunga persistenza. Vini giovani e freschi, possibilmente ricchi di aromi e di evocazioni che riportano alla fragranza dell’uva da cui si originano. 
Con quali vini abbinare il Grana Padano?
GRANA PADANO RISERVA
Questo magico prodotto, con i suoi aromi evoluti di burro e di fieno, con la sua piccantezza equilibrata e la sua generosa sapidità, dopo la deglutizione lascia la bocca ricca di sapori, che si stemperano lentamente. Pertanto il vino più appropriato, se si vuole giocare per associazione, è un nettare generoso, longevo, prorompente, intenso, persistente e lungo. Se invece si amano le contrapposizioni di aromi e di sapori, si possono effettuare matrimoni elettivi con vini passiti, che stemperano la vena leggermente aggressiva del Grana Padano Riserva, per ricomporre sul palato l’armonia e l’equilibrio. Eccoci dunque pronti per un altro viaggio goloso nelle varie regioni italiane, attraverso il caleidoscopico mondo dei vini autoctoni, capaci con la loro rara poliedrica diversità di confrontarsi a meraviglia con questo protagonista straordinario e versatile del paniere gastronomico della Penisola.

 

 
GRANA PADANO DOP
 
GRANA PADANO
"OLTRE 16 MESI"
GRANA PADANO
"RISERVA"
Abruzzo
Il bianco Trebbiano e il rosso-rosato Cerasuolo.
Montepulciano d’Abruzzo
Montepulciano Riserva delle Colline Teramane e Trebbiano d’Abruzzo Passito
Basilicata
Il Bianco di Matera.
Basilicata Rosso
Aglianico del Vulture
Calabria
Il Cirò bianco; il Val di Neto Rosato e il Cirò Rosato.
Cirò e Pollino rosso
Cirò Superiore Riserva, Savuto Rosso e l’ottimo Moscato di Saracena per i passiti
Campania
Fiano, Coda di Volpe, Falanghina, Greco di tufo, Lacrima Christi dichiarano perfetta sintonia per il connubio in bianco. Costa di Amalfi per i rosati e il rosso Piedirosso.
Lacrima Christi Rosso, Falerno del Massimo e Pallagrello
Taurasi e Aglianico del Taburno
Emilia
I bianchi Ortrugo, Pignoletto e Albana e le tre versioni del rosso Lambrusco: quello di Sorbara rosa brillante, il Grasparossa dal profondo color ciliegia e il Salamino di Santa Croce vestito di porpora scuro.
Gutturnio, Sangiovese e Burson
 
Friuli Venezia Giulia
Tocai oggi chiamato Friulano, Ribolla gialla, Verduzzo friulano, Malvasia istriana, per i vini bianchi e Terrano e Franconia per gli amanti del rosso.
Schiopettino e Refosco dal peduncolo rosso
Pignolo per i rossi; Picolit e Ramandolo per i passiti.
Lazio
I bianchi Est Est Est e Frascati; tra i rossi il Cerveteri Rosso e Rosso dei Castelli Romani
Cesanese del Piglio
Cesanese di Olevano tra i rossi e Moscato di Terracina Passito
Liguria
I bianchi Pigato, Lumassina, Vermentino specialmente quello che a Levante nasce sui Colli di Luni e per i rossi, il Rossese di Dolceacqua.
Colli di Luni Rosso e Ormeasco di Pornassio.
Cinque Terre Sciacchetrà.
Lombardia
Rieslig italico e Lugana tra i bianchi, Chiaretto della Riviera del Garda Bresciano come rosato e per i rossi una vivace e giovane Bonarda o un Lambrusco mantovano.
Rosso della Valtellina e Botticino.
Valcalepio passito e il Moscato di Scanzo.
Marche
I bianchi Verdiccio dei Castelli di Jesi, Verdicchio di Matelica, Pecorino di Offida e Passerina e tra i rossi il Lacrima di Morro d’Alba.
Rosso Conero
Rosso Piceno Superiore
Molise
Il bianco Biferno, il Rosato della Terra degli Osci e il Pentro rosso.
Tintilia
Biferno Rosso
Piemonte
I bianchi Arneis, Favorita e Cortese dell’Alto Monferrato, il rosato Ciaret e Vespolina e i rossi Dolcetto d’Alba e d’Asti, Grignolino e Freisa, che consigliamo nella versione frizzante.
Dolcetto di Dogliani, Nebbiolo
Barolo, Barbaresco, Gattinara, Ghemme, Boca, Sizzano, Fara, Bramaterra e Lessona. Loazzolo passito.
Puglia
Il Locorotondo bianco, la truppa dei rosati Castel del Monte, di Gioia del Colle, di Salice Salentino, di Leverano, di San Severo, di Lizzano, di Copertino, di Galatina e il rosso Susumaniello.
Primitivo e Nero di Troia
Castel del Monte e Negroamaro del Salento per i rossi e Salento passito
Sardegna
Il Vermentino nelle sue varie declinazioni locali e tra i vini rossi il Monica di Sardegna.
Carignano del Sulcis
Il grande rosso Cannonau e per i passiti la Malvasia di Bosa, il Nasco e la Vernaccia
Sicilia
Grillo e Catarratto per chi ama i bianchi; il Rosato dell’Etna e tra i rossi, su tutti, il Faro.
Cerasuolo di Vittoria e Nerello mascalese
Mamertino Rosso Riserva e Moscato Passito di Pantelleria, nonché un grande Marsala Vergine
Toscana
Bianco Vergine della Via di Chiana, la giovane Vernaccia e l’Ansonica per chi ama i bianchi. Bolgheri, Maremma, Carmignano e Capalbio tra i rosati e un Montescudaio giovane tra i vini rossi.
Rosso di Montalcino, Chianti dei Colli Senesi Morellino di Scansano e Carmignano
Chianti Classico Riserva, Brunello di Montalcino, Vino Nobile di Montepulciano, Montecucco per i rossi, Vin Santo passito nella versione non dolce.
Trentino
La Nosiola per gli amanti del bianco e il rosso Marzemino.
Marzemino
Terodego Rotaliano Riserva per i rossi e Vino Santo per i passiti.
Umbria
Orvieto nella versione secca e Grechetto tra i bianchi e il Rosso del Trasimeno.
Torgiano Rosso e Rosso di Montefalco
Sagrantino di Montefalco e Sagrantino passito
Valle d'Aosta
I bianchi Petite Arvine e Blanc de Morgex e il rosso Torrette.
Il rosso Petit Rouge
Fumin oppure Chambave Moscato Passito (flètrì)
Veneto
Bianco di Custoza, Soave classico e Gambellara per i bianchi; Bardolino Chiaretto per i rosati e Bardolino classico per chi predilige i rossi.
Valpolicella classico, Raboso, Enanzio e Wildbacher
Amarone, Valpolicella Ripasso e per i passiti Recioto di Soave e Torcolato di Breganze
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