TASTE OF LONDON: i tanti piaceri del Grana Padano

10/07/2019

Oltre 50mila persone hanno affollato Regent’s Park nel cuore di Londra tra gli stand e gli eventi di TASTE OF LONDON, la grande festa internazionale del cibo, del gusto e della cucina giunta alla sedicesima edizione e che dal 19 al 23 giugno ha avuto la sua tappa britannica.

Grana Padano è stato ancora una volta protagonista, a conferma della leadership planetaria tra i prodotti DOP con 4.932.996 forme lavorate ed un export salito nel 2018 a 1.938.328 forme e che vede il Regno Unito nella top five dei paesi consumatori con oltre 125mila forme importate.

Insieme al Consorzio del Prosecco Doc, il Consorzio Tutela Grana Padano ha invitato il pubblico qualificato di una rassegna dedicata alla degustazione di eccellenze enogastronomiche di assoluta qualità ad esplorare in modalità e creatività diverse il connubio unico tra due prodotti leader del Made in Italy e lo stile tutto italiano del rito di vivere in compagnia il piacere del gusto, in particolare nel momento dell’aperitivo.

Nei cinque giorni di TASTE OF LONDON, degustazioni e show cooking hanno portato il pubblico in un viaggio nella versatilità del Grana Padano DOP sotto la guida dell’esperto Neil Philips e di Emily Harman, noto Master of Wine e grazie alla creatività di grandi chef. Danilo Cortellini ha proposto ogni giorno un piatto diverso abbinando il Grana Padano al gusto british ed internazionale: Charred grill asparagus with Grana Padano PDO Cheese and Prosecco DOC Zabayon, Grana Padano PDO Cheese riso al salto, Grana Padano PDO Cheesy cauliflower steak, Grana Padano PDO Cheese pizza ed infine Homemade potatoes gnocchi with courgette flower, broad beans, Grana Padano PDO Cheese.

In altri due eventi lo Chef Francesco Mazzei ha poi preparato “Fettucine with Grana Padano Riserva, broad beans, peas and black truffl”, mentre nel suo show cooking Robert Chambers, chef del ristorante “Luca”, ha proposto “Grana Padano PDO Cheese Gnocchi.

“Il pubblico esigente della manifestazione ha apprezzato ancora una volta la versatilità del Grana Padano DOP – ha commentato il Presidente del Consorzio di Tutela, Nicola Cesare Baldrighi – Il successo nel Regno Unito ottenuto anche lo scorso anno non può però essere considerato un punto d’arrivo. La Brexit è una grande incognita, che il Consorzio e gli esportatori per ora possono affrontare solo puntando sulla qualità e sulle garanzie nel controlli e nella produzione che abbiamo reso ancora più incisivi. Percorreremo comunque ogni strada, convinti che i consumatori britannici non vorranno rinunciare al piacere di un piatto impreziosito dal Grana Padano DOP”.

Oltre Manica sono apprezzate le varie stagionature, dai 9 mesi del Grana Padano a quella Oltre 16 mesi sino ai 24 mesi ed oltre del Riserva, che nel 2018 ha visto crescere le forme marchiate sul totale della produzione di oltre il 30 per cento, arrivando a più di 447mila, a conferma di quanto incontri sempre più il gusto dei consumatori.

Con i suoi aromi evoluti di burro e di fieno, la piccantezza equilibrata e la generosa sapidità, il Riserva piace perché rende la bocca ricca di sapori, che si stemperano lentamente. Diventa così protagonista assoluto della tavola, sia grattugiato che come formaggio da pasto, e si esalta con vini di grande pregio, da quelli con un gusto intenso e persistente ai passiti, sino alle bollicine più raffinate.

Il successo del Riserva nasce dall’impegno della filiera in ogni fase della produzione, garantito da controlli che anche i consumatori stranieri chiedono e apprezzano, accanto alla tutela del benessere animale e alla sostenibilità ambientale della lavorazione. Scienza e tecnologia consentono di raggiungere questi obiettivi con  metodi di analisi sempre più innovativi in grado di migliorare i controlli di qualità senza intaccare la storia millenaria di un’eccellenza come il Grana Dop. “Il rispetto della tradizione resta il pilastro del Grana Padano DOP – afferma infatti il Direttore Generale del Consorzio di Tutela, Stefano Berni – E proprio partendo da questo punto fermo  saprà essere sempre più un prodotto adatto ai gusti contemporanei, perché sarà sempre più magro e saporito ma meno salato, porterà benefici alla pressione arteriosa e all’assimilazione del calcio, sarà sempre più digeribile ed adatto anche ai vegetariani, rimanendo rigorosamente legato al suo territorio con i suoi foraggi e senza conservanti”. 
 
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