SISMA 2012. EMERGENZA FINITA

24/07/2016

SISMA 2012. EMERGENZA FINITA
MANTOVA. Circa 40 milioni di euro alla produzione e 15 alle strutture: questo il bilancio complessivo dei danni causati a 31 caseifici e magazzini di stagionatura del Consorzio Tutela Grana Padano dalle scosse del terremoto che nel maggio del 2012 colpirono la Lombardia e l’Emilia.

A poco più di quattro anni dalle scosse sismiche, tutti e 31 fra caseifici, magazzini di stoccaggio e produttori della filiera del Grana Padano che hanno subìto danneggiamenti, sono stati risarciti e l’opera di ricostruzione materiale è alle battute finali. L’emergenza va in archivio e quello che per i produttori di una delle eccellenze del “made in Italy” poteva essere un disastro, si è dimostrato nel tempo in un’occasione per rafforzare il senso associativo, riscoperto alla luce dell’intensa attività che il Consorzio Grana Padano ha svolto a tutela dei propri membri. A spiegarlo in un’intervista alla Gazzetta di Mantova il direttore generale del Consorzio, Stefano Berni.

Nella notte fra il 19 e 20 maggio del 2012 e poi ancora il 29 maggio ed il 3 giugno, le sette scosse di intensità superiore ai 5 gradi della scala Richter abbatterono le scalere dei magazzini di stagionatura, facendo cadere al suolo 288mila forme. Per i caseifici colpiti fu impossibile proseguire la lavorazione del latte, che continuava ad essere munto, o la stagionatura e dovettero delocalizzare temporaneamente la produzione in una catena di solidarietà fra allevatori e trasformatori, che divenne uno dei punti forti di questa emergenza.

Da subito il Consorzio, oltre 130 produttori e 150 stagionatori, tenne le fila dell’emergenza. «La situazione - dice Berni - vedeva 12 fra caseifici e magazzini danneggiati e 19 produttori con le forme inutilizzabili. Delle 288mila forme cadute, 143mila si sono salvate. Per 145mila si è andati dall’essicazione e quindi alla grattugia, alla fusione o alla discarica nei casi estremi. Complessivamente abbiamo dovuto registrare perdite sui 40 milioni di euro».

Pesanti i danni alla Latteria Santa Maria Formigada di Bagnolo San Vito e dalla Latteria Sociale di Mantova, pari a 1.650.000 euro e con 6mila forme rovinate. Alla Latteria La Motta di Rodigo il danno fu di 210mila euro per il crollo delle “scalere” e le 2.400 forme danneggiate venne coperto quasi interamente dall’assicurazione (190mila euro). I magazzini generali di Villa Poma subirono un danno di 125mila euro. Altri danni alla Latteria Soresinese di Soresina (Cr), mentre ai Magazzini Aimi di Castelvetro Piacentino (Pc) ammontarono a 347mila euro, coperti già nel 2013 dalla Regione Emilia con 244mila euro.

Riguardo alle strutture, il danno patito sfiorò i 15 milioni, interamente ripristinati dai fondi statali e regionali e, in parte, da quelli assicurativi. «L’ultimo caseificio che, per una svista burocratica, non era stato inserito nell’elenco di quelli terremotati, era il “Bresciangrana” di Offlaga, il quale nei giorni scorsi, grazie all’impegno congiunto del dei parlamentari del territorio come Marco Carra, Marina Berlinghieri e Antonio Misiani, gli assessore regionali Gianni Fava e Viviana Beccalossi, e il consigliere delegato al terremoto Anna Lisa Baroni, ha ricevuto il riconoscimento. Direi che ora - conclude Berni - si può chiudere questa parentesi di impegno, certo complesso e importante, che ha visto una risposta lodevole delle istituzioni».

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