SCOPRIRE IL GRANA PADANO DOP AL VILLAGGIO COLDIRETTI

10/07/2019

Grande successo delle degustazioni al Castello Sforzesco di Milano
Baldrighi: con i consumatori chiediamo le indicazioni di origine dei prodotti


Folla paziente, curiosa e soddisfatta allo stand del Consorzio Tutela Grana Padano nei tre giorni della tappa milanese del Villaggio Coldiretti, al Castello Sforzesco di Milano, prima tappa di un tour nelle più grandi città italiane che si concluderà in autunno.

Dal 5 al 7 luglio la più grande associazione agricola europea ha fatto della metropoli lombarda la Capitale del Gusto, dove il Consorzio Tutela Grana Padano, il prodotto a denominazione d’origine protetta più consumato nel mondo con 4.932.966 forme prodotte nel 2018 ed un export di 1.938.328, ha portato e proposto alle migliaia di visitatori il Riserva, il Grana Padano “top” nelle stagionature, lasciato invecchiare oltre 20 mesi e particolarmente apprezzato dai cultori del gusto. Particolarmente apprezzate sono state le degustazioni verticali dedicate a chi voglia sempre meglio riconoscere ed apprezzare le qualità di un’assoluta eccellenza alimentare.

Il Villaggio Coldiretti, nei vari appuntamenti in tutta la penisola, si conferma la vetrina dell’impegno profuso da anni dall’organizzazione agricola, che ha saputo trasformare la “materia prima agricola” in “cibo” e unire produttori e consumatori nella richiesta di sempre maggiore tutela delle produzioni Made in Italy rivolta soprattutto alle istituzioni. 

“Il miglioramento della qualità dei prodotti e la loro valorizzazione oggi si realizzano puntando su benessere animale, sostenibilità produttiva della filiera e controlli resi più efficaci dalla ricerca scientifica - afferma il presidente del Consorzio Tutela Grana Padano, Nicola Cesare Baldrighi – ma l’attività e gli investimenti dei produttori su questo percorso rischiano di essere vanificati se i consumatori non sono messi nelle condizioni di sapere esattamente cosa mangiano. Per questo, insieme a Coldiretti, continuiamo a chiedere alle istituzioni italiane e comunitarie di estendere l’indicazione obbligatoria dell’origine dei prodotti agricoli a tutti gli alimenti, affermando così il legame indissolubile tra qualità e legalità”.
 
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