Latteria Sociale Mantova Società Agricola Cooperativa

Matricola: MN427
Via F.lli Kennedy, 48
46047 - S. Antonio di Porto Mantovano (MN)
tel. 0376 390808 - fax 0376 396250
info@lsmgroup.it
www.lsmgroup.it

Sede produttiva  della matricola MN437:
Strada Rodone, 13
46045 Marmirolo (MN)

Sede produttiva  della matricola MN473:
Via Mattarella, 2
46030 S.Biagio di Bagnolo S.Vito (MN)
Il team dei tecnici caseari che lavorano nel caseificio <br>della Latteria Sociale Mantova a Sant’Antonio di Porto MantovanoIl team dei tecnici caseari che lavorano nel caseificio
della Latteria Sociale Mantova a Sant’Antonio di Porto Mantovano
Il team dei tecnici caseari che lavorano nel caseificio
della Latteria Sociale Mantova a Sant’Antonio di Porto Mantovano

UNA GRANDE SQUADRA CON LA CULTURA DELLA QUALITÀ E LA VOCAZIONE ALL’EXPORT

IN OLTRE NOVANT’ANNI DI ATTIVITÀ LA LATTERIA SOCIALE MANTOVA È DIVENTATA IL SECONDO PIÙ GRANDE PRODUTTORE DI GRANA PADANO DOP
Produzione di un formaggio di altissima qualità, allargamento del mercato oltre i confini europei e un percorso di aggregazione tra diverse realtà del settore lattiero caseario. Lungo queste direttrici è proseguita, negli ultimi anni, la crescita di Latteria Sociale Mantova, che ha festeggiato nel 2019 i novant’anni di attività. Il Gruppo cooperativo con sede amministrativa, caseificio principale e magazzino di stagionatura a Sant’Antonio di Porto Mantovano si colloca nell’area tipica di produzione del Grana Padano, nella zona dei “Prati Stabili”, all’interno del Parco del Mincio a Nord di Mantova. Lo spiega Fausto Turcato, prima direttore e oggi presidente del Gruppo (dal 2019, anno della scomparsa di Stefano Pernigotti che ha guidato la Latteria per vent’anni) che «ha aumentato progressivamente la raccolta della materia prima andando di pari passo con la crescita delle dimensioni degli allevamenti dei soci. Nel 1979, quando sono arrivato – spiega – le stalle conferenti erano diverse decine ma producevano un quinto del latte odierno. Oggi i soci allevatori sono 108, di cui due, la Santangiolina di San Colombano al Lambro e il Centro Latte Verona, sono cooperative associate con una parte del loro latte».

CRESCE LA PRODUZIONE DI GRANA PADANO DOP
Nel 1998 la Latteria Sociale Mantova rappresentava già il 3% circa del Grana Padano prodotto a livello nazionale e negli anni è cresciuta ancora fino a diventare un polo produttivo all’avanguardia capace di raccogliere e lavorare 6mila quintali di latte al giorno, circa 2,2 milioni di quintali all’anno, tutti destinati a Grana Padano DOP, prodotto nel rispetto rigoroso della tradizione non solo nello stabilimento di Sant’Antonio di Porto Mantovano (con matricola 427), ma anche negli altri due caseifici di Marmirolo e Bagnolo San Vito. Complessivamente, la produzione della DOP nei tre impianti mantovani raggiunge le 345mila forme all’anno. Latteria Sociale Mantova è oggi il secondo produttore di Grana Padano a livello nazionale e realizza un fatturato aggregato di circa 161 milioni di euro.
La sala di controllo delle diverse fasi di produzione<br>nello stabilimento di Sant’Antonio di Porto Mantovano.La sala di controllo delle diverse fasi di produzione
nello stabilimento di Sant’Antonio di Porto Mantovano.
La sala di controllo delle diverse fasi di produzione
nello stabilimento di Sant’Antonio di Porto Mantovano.
IL PROGETTO DI AGGREGAZIONE
Già nel 2000, con una produzione di circa 92mila forme, la Latteria era già diventata la seconda più grande cooperativa produttrice di Grana Padano. A partire dai primi anni del nuovo secolo la cooperativa ha avviato, negli anni, un percorso di aggregazione tra diverse realtà casearie. Nel 2002 alla Latteria Sociale Mantova aderisce come nuovo socio la cooperativa Santangiolina di San Colombano al Lambro (Lo). Nel 2009 viene raggiun-la cessione di una parte del latte in conto lavorazione. Una partnership che si trasforma successivamente in un progetto di fusione formalizzato nel 2011 con l’acquisizione della Latteria di Marmirolo e della quota di Grana Padano prodotta con la matricola 437. Nel 2014 lo stesso rapporto di collaborazione viene avviato con il Caseificio Santa Maria Formigada di Bagnolo San Vito che viene poi acquisito nel 2015 ottenendo anche la produzione di Grana Padano contrassegnata con la matricola 473. Nel 2012 il Gruppo cooperativo acquisisce alcune migliaia di quote forme Grana Padano da un fallimento.

I DANNI LEGATI AL TERREMOTO DEL 2012
Ogni sito produttivo è dotato di un proprio magazzino di stagionatura. Nel 2001 è stato completato il nuovo magazzino di Sant’Antonio di Porto Mantovano che oggi può contare su due strutture, una da 110mila forme e una da 90mila forme. I magazzini di Marmirolo e Bagnolo San Vito possono ospitare rispettivamente 120 mila e 40 mila forme. La scossa del 20 maggio che ha colpito anche il vicino territorio emiliano, e quella ancora più violenta del 29 maggio 2012 avevano fatto crollare a terra circa 140mila forme per un danno stimato tra i 20 e i 30 milioni di euro. La solidarietà e lo spirito di collaborazione di tutti, assieme al prezioso contributo del Consorzio di tutela del Grana Padano, avevano all’epoca aiutato la cooperativa a superare il momento di difficoltà. Entrambi i magazzini sono stati ricostruiti e migliorati tecnologicamente secondo leggi antisismiche.
Il laboratorio per il controllo di qualità<br>Il laboratorio per il controllo di qualità
Il laboratorio per il controllo di qualità
LA GARANZIA DELLA QUALITÀ IN OGNI FASE DI PRODUZIONE
Il miglioramento della qualità è andato di pari passo con la crescita del Gruppo. A questo scopo nel 2012 è stato ampliato e rinnovato lo stabilimento di Sant’Antonio di Porto mantovano che ha subito poi altri due ampliamenti. «Oggi – spiega il presidente Turcato – abbiamo un sistema di produzione all’avanguardia, in cui tradizione ed innovazione si integrano alla perfezione per realizzare un prodotto sicuro e certificato, dal conferimento della materia prima alla produzione fino alla distribuzione. Dopo il ricevimento del latte, avviene l’affioramento naturale della crema e può iniziare la fase di caseificazione nelle “caldere” di rame e poi il momento della salagione che precede la lunga stagionatura. Le forme vengono lavate accuratamente grazie all'impiego di una lavatrice innovativa automatizzata. Tutte le forme vengono accuratamente selezionate attraverso la battitura e il controllo qualitativo. Le forme idonee vengono marchiate Grana Padano e messe a disposizione per la vendita o confezionate nei vari formati, all’interno di due centri di confezionamento e grattugia, tecnologicamente avanzati».

I NUOVI INVESTIMENTI
Sono già in corso, come ha spiegato il vicepresidente di Latteria Sociale Mantova, Paolo Brutti, i nuovi investimenti per realizzare, nello stabilimento di Sant’Antonio di Porto Mantovano, un nuovo impianto di salatura per incrementare i posti forma in salamoia. Anche nel caseificio di Marmirolo è in programma un progetto di rinnovamento dell’impianto di salatura. Un altro investimento già approvato riguarda la realizzazione di nuovo affioratore per la parziale scrematura del latte nello stabilimento di Marmirolo e Bagnolo San Vito. «Abbiamo definito anche un contratto – aggiunge Brutti – per realizzare un impianto di trigenerazione a Marmirolo che consente una produzione combinata di elettricità e calore a partire dal gas aggiungendo la produzione di aria o acqua fredda». Tutti i caseifici sono già dotati di attrezzature automatizzate per il trasporto delle forme in modo da alleggerire il personale dal compiere operazioni di carico troppo pesanti.
L’innovativa “lavatrice” per il lavaggio  <br> delle forme con il dettaglio del sollevatoreL’innovativa “lavatrice” per il lavaggio
delle forme con il dettaglio del sollevatore
L’innovativa “lavatrice” per il lavaggio
delle forme con il dettaglio del sollevatore
OLTRE IL 70% DELLA PRODUZIONE PRENDE LA VIA DELL’EXPORT
L’export rappresenta da sempre una valvola di sfogo fondamentale per collocare la crescita produttiva di Latteria Sociale Mantova. «Più del 70% della produzione – sottolinea Turcato – va oltre-confine, anche se, recentemente, a causa del lockdown legato alla nuova ondata di Covid-19, alcuni mercati per noi strategici, come Francia e Germania, stanno rallentando». Latteria Sociale Mantova si è dotata delle più importanti certificazioni internazionali (come Brc e Ifs) per diventare un player di primo piano nel mercato internazionale a partire dai primi anni del 2000 quando la cooperativa comincia a partecipare alle fiere internazionali. Oggi il Gruppo cooperativo esporta nei cinque continenti ed è presente in 54 Paesi nel mondo. Lo sviluppo commerciale più moderno, soprattutto all’estero, ha dato anche il via a diversi progetti come la creazione di un centro di confezionamento per i prodotti sottovuoto a marchio Latteria Sociale Mantova e l’ingresso nel mondo del web con un sito aziendale sempre aggiornato.

OLTRE NOVANT’ANNI DI STORIA
Come si legge nel libro che ha celebrato nel 2019 i primi novant’anni di storia, la Latteria Sociale Mantova viene fondata nel gennaio del 1929 da un gruppo di produttori di latte della provincia per vendere il latte dei soci con l’impegno di rifornire di materia prima alla città e poi a tutto il capoluogo di provincia. Nel 1929 è già in funzione il caseificio aziendale per la produzione di burro e formaggio Grana. Vengono aperti quattro punti vendita nella città. Pochi anni dopo viene creato anche un allevamento di suini, a cui viene indirizzato il siero raccolto dalla cooperativa (poi ceduto, dopo fasi alterne, nel 2000). Nel 1953 entra in funzione il nuovo stabilimento di Sant’Antonio di Porto Mantovano che diventa la base del nuovo polo produttivo. Nel 1966 la cooperativa aderisce al Consorzio di tutela del Grana Padano e inizia ufficialmente la produzione della DOP sulla quale la cooperativa da sempre ha puntato, anche negli anni precedenti, per valorizzare la materia prima. Nel 1969 la produzione di Grana Padano ammonta a 20mila forme e negli anni successivi aumenta significativamente la produzione di latte. Nel 1977 si decide di creare un nuovo magazzino di stagionatura da 10mila forme a Sant’Antonio di Porto Mantovano. Nel 1978 entra in azienda Fausto Turcato, «figura decisiva nel processo di rinnovamento e crescita della Latteria Sociale Mantova nei decenni successivi» che diventerà poi direttore nel 1989 e presidente dal 2019. Nel 1999 veniva anche eletto presidente Stefano Pernigotti «imprenditore accorto ed equilibrato, una guida fondamentale per il Gruppo». Rimarrà in carica fino al 2019, anno della sua scomparsa. A lui sono dedicate le ultime pagine della pubblicazione sui novant’anni di attività della Latteria Sociale Mantova. 
Fausto Turcato, presidente del Gruppo Latteria Sociale Mantova dal 2019Fausto Turcato, presidente del Gruppo Latteria Sociale Mantova dal 2019
Fausto Turcato, presidente del Gruppo Latteria Sociale Mantova dal 2019
IL GRANA PADANO DOP BIOLOGICO, HALAL E KOSHER
Negli ultimi anni il Gruppo cooperativo ha colto le opportunità offerte da una crescita dei consumi di grattugiato e anche l’interesse per un prodotto più stagionato, tanto che è stato tra i primi a lanciare il Grana Padano Riserva. È aumentata, inoltre, dal 2017, in linea con la richiesta del mercato, la produzione di Grana Padano da agricoltura biologica. Sempre per ampliare i mercati la Latteria ha cominciato a produrre negli ultimi anni anche Grana Padano Halal, una DOP conforme ai requisiti della religione islamica in tema di alimentazione e il Grana Padano kosher che segue invece gli standard di qualità della religione ebraica. Si tratta di segmenti di mercato che sono in crescita, in particolare quello Halal.

GOVERNO DELLA PRODUZIONE ED ESUBERI DI LATTE, RITORNANO I TEMI DEGLI ANNI ’80
Sempre la pubblicazione che celebra i novant’anni di attività riporta che, a cominciare dai primi anni Ottanta del secolo scorso, era stata avvertita l’esigenza che la produzione tenesse conto della domanda di mercato. Il tema della programmazione è legato a quello degli esuberi di latte: nel verbale dell’assemblea generale ordinaria del 25 aprile 1982 si legge «viene logico pensare che, ove sia possibile, ogni azienda dovrà prendere tutte le iniziative atte a diversificare la produzione verso prodotti alternativi».