L’ASSEMBLEA GENERALE APPROVA IL PIANO PRODUTTIVO POST COVID-19

23/06/2020

Nicola Cesare Baldrighi, <br>presidente uscente di Grana PadanoNicola Cesare Baldrighi,
presidente uscente di Grana Padano
Nicola Cesare Baldrighi,
presidente uscente di Grana Padano
Surplus di 300mila forme non vendute. L’obiettivo è quello di salvaguardare la filiera riequilibrando produzione e domanda. 

«Il quadro è incerto e complicato, con le presenze contingentate e il distanziamento sociale: il Covid 19 è senza dubbio la più importante aggressione all’economia mondiale e allo stato sociale degli ultimi anni. La pandemia renderà tutti più poveri e influirà su tutte le categorie di consumi, anche quelli alimentari:  dobbiamo farcene un ragione, ma quando finirà dovremo tutti essere pronti alla ripresa, o meglio alla rivincita contro il coronavirus»

Così il presidente uscente del Consorzio di tutela del Grana Padano, Cesare Baldrighi, ha iniziato la sua relazione alla ventunesima Assemblea generale consortile che si è svolta il 19 giugno scorso alla Fiera di Verona.  

«In Italia nei primi cinque mesi del 2020 - ha fatto notare Baldrighi i consumi di Grana Padano hanno tenuto grazie agli acquisti delle famiglie che hanno recuperato le perdite delle vendite fuori-casa. All’estero non è stato invece possibile, perché solo una piccola parte del canale ho.re.ca. è stato recuperato dalle vendite retail per la minore diffusione all’uso del Grana Padano in cucina.». I consumi hanno rallentato, quindi, proprio a causa dell’export. Da qui la necessità di ridurre la produzione di quest’anno e le scorte.

IL DETTAGLIO DEL PIANO PRODUTTIVO PER IL 2020

L’Assemblea ha approvato il piano produttivo per il 2020 messo a punto dal Consorzio di tutela del Grana Padano con l’obiettivo di  salvaguardare la filiera nella fase post Covid-19: è prevista una riduzione del 3% della produzione, pari a 150mila forme, e un premio per chi resta al di sotto del proprio punto di riferimento. Un altro quantitativo, altre 70-80mila forme, saranno destinate a sostenere gli enti caritatevoli  attraverso i bandi Agea.  Il Consorzio acquisterà inoltre 120mila forme dei mesi di novembre-dicembre 2019 e gennaio-febbraio-marzo 2020 da portare a Riserva 20 mesi e a Riserva Gold 24 mesi. Un contributo dovrebbe arrivare anche dal ministero per le Politiche agricole alimentari e forestali per aiutare gli allevatori a ridurre la produzione di latte grazie alle risorse dei fondi per le filiere in crisi.

In questo periodo occorre far fronte a 300mila forme di vendite mancate, come ha sottolineato il presidente Baldrighi: «L’eccesso produttivo diventa oggi ingestibile non solo per il Consorzio di tutela del Grana Padano, ma anche per l’intero settore lattiero caseario. Occorre ristabilire il giusto equilibrio tra la domanda e la produzione, quindi il nuovo piano produttivo non è deve essere visto come un modo per contenere la produzione ma per aumentarla in modo razionale».
 
Stefano Berni, <br>direttore generale Grana PadanoStefano Berni,
direttore generale Grana Padano
Stefano Berni,
direttore generale Grana Padano
BILANCIO SODDISFACENTE PER IL 2019

Il Grana Padano arriva comunque da un’annata 2019 decisamente positiva sotto tutti gli aspetti, come ha sottolineato sempre Baldrighi: un aumento del 4,7 % della produzione che ha raggiunto quota 5.164.759 forme. I consumi nazionali hanno frenato dell’1,3% rispetto all’anno precedente ma si è registrato  un incremento del 4,38%  dell’export arrivato a quota 2.051.125 forme. Il bilancio finale dell’annata vede crescere i consumi totali dell’1%, un aumento decisamente più basso rispetto all’incremento produttivo, come ha fatto notare il presidente.

«Il 2019 ha sottolineato Baldrighi - ha comunque visto margini di trasformazione e valorizzazione del latte alla stalla molto buoni, come lo furono il 2010 e il 2011.  Il 2019 si è chiuso con il 42% di formaggio marchiato esportato e il restante 58% venduto in Italia».  

Il Grana Padano è il formaggio Dop più consumato al mondo. I primi mercati all’estero sono Germania, Francia e Stati Uniti. L’Europa, con 1.697.618 forme, assorbe quasi l’83% delle esportazioni di Grana Padano Dop, con un incremento del 4,54% rispetto al 2018.  

IN 21 ANNI LA PRODUZIONE E’ AUMENTATA DEL 57%  

«Dal 1998 al 2019 - ha spiegato il direttore generale del Consorzio di tutela, Stefano Berni - la produzione è cresciuta del 57%. La produzione nel 2019 è divisa per il 37,25% a favore delle industrie e per il 62,75% delle cooperative e mostra un leggero passo indietro da parte della cooperazione che resta sempre la componente maggioritaria». 

In sintesi, come ha fatto notare sempre Berni, i consumi in Italia hanno frenato nel retail dell’1,8%, perché il prezzo del Grana Padano è cresciuto dell’8,1%. La diminuzione dei volumi è stata comunque compensata da una crescita a valore del 6,2% sempre nello stesso canale retail. Considerando anche gli altri canali di vendita, ad esempio la ristorazione e l’impiego nell’industria, il calo complessivo in Italia è stato limitato all’1,3%.
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