IN RISPOSTA AL POST DEL GIORNALISTA ATTILIO BARBIERI

18/04/2020

Il Direttore Generale del Consorzio interviene in merito alle preoccupazioni sul prezzo del latte in rapporto alla produzione di Grana Padano
 
Gentilissimo,
in merito alle Sue preoccupazioni sulla produzione di Grana Padano e sulla variazioni dei prezzi del latte, tengo a precisare che non dobbiamo mai dimenticare che il latte consegnato oggi verrà mediamente consumato come Grana Padano non prima di un anno e quindi il formaggio venduto a marzo scorso è stato mediamente prodotto oltre un anno fa. Ciò non toglie che le uscite di marzo sono, come ho scritto, state molto consistenti e, come ho pure scritto, non giustificano per il momento allarmismi sui prezzi. Le eccessivamente ridondanti produzioni della seconda parte del 2019 e del primo trimestre 2020, se non verranno stoppate nella seconda parte del 2020, creeranno molto affanno anche perché in Italia i consumi familiari compensano più che ampiamente le perdite nella ristorazione, dove peraltro prevalgono per motivi di prezzo i similari, mentre fuori Italia, dove va il 41% della produzione marchiata Grana Padano, ciò che perdi nella ristorazione non è recuperato in casa eccetto in parte in Germania, Svizzera e Francia. Inoltre l’incidenza percentuale del consumo di Grana Padano presso la ristorazione fuori Italia è assai più consistente che in Italia, cioè in Italia poco oltre il 20% di Grana Padano è consumato fuori casa mentre all’estero è percentualmente più del doppio, sfiorando il 50% del totale. Perciò, terminato lo tsunami Covid19 occorrerà fare un ragionamento a 360gradi per il medio periodo, perché il Coronavirus cambierà presumibilmente per molto tempo anche una parte delle modalità di consumo alimentare nel mondo.

Stefano Berni

 
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