Grana Padano sui piatti Giapponesi

18/11/2016

Spaghetti con le verdure (yakisoba) ed un riso con la carne, piatti tipici giapponesi, ancora più gustosi grazie al Grana Padano Dop della Latteria Sociale Mantova, che ha siglato un accordo di export con Kaihan Co., gruppo leader in Giappone nel settore della ristorazione.

Un anno di test tra Italia e Giappone, culminati in una cena preparata a Mantova da due chef giapponesi con un menù del Sol Levante, arricchito da una speciale selezione di Grana Padano DOP: così è nato un accordo commerciale e gastronomico tra la Latteria Sociale di Mantova e la società Kaihan Co., gruppo leader in Giappone nel settore della ristorazione e nella gestione di locali, bar e negozi.

Un accordo commerciale così importante con un partner internazionale di alto profilo rafforza l’export dell’azienda mantovana che già vende nel mondo il 70% del suo fatturato. Ma la novità è la felice fusione tra la cucina giapponese ed il grana padano, in particolare della “Special Selection - Santa Maria Formigada”, che Kaihan, con sede a Nagoya e quotata alla Borsa di Tokyo, distribuirà dal febbraio 2017.

Abbiamo lavorato circa un anno prima di concludere l’accordo – racconta il direttore della Lsm Fausto Turcato – studiando insieme a loro come valorizzare il nostro prodotto all’interno della loro cucina tradizionale. Li abbiamo accompagnati alla scoperta del grana, fondendo le due cucine. Abbiamo organizzato una cena in Italia, con due chef giapponesi che hanno cucinato due piatti tipici, un tipo di spaghetti con le verdure (yakisoba) ed un riso con la carne. Ad entrambi i piatti è stato aggiunto il grana ed il risultato è stato molto apprezzato».

Cena ed accordo sono stati raccontati da Nagoya Tv, che ha raccontato anche il grande successo di vendita nel corso dell’Aki Matsuri 2016, il Festival dell’Autunno di Nagoya, dove i prodotti di Latteria Sociale Mantova sono stati esauriti in meno di due ore.

Gli importatori giapponesi hanno poi voluto visitare lo stabilimento di Porto Mantovano, verificando come consuetudine le certificazioni, il controllo di gestione di prodotto, rimanendo affascinati dal magazzino delle forme.

«Inizialmente ci sarà una fase di test – spiega la responsabile vendite Claudia Deodati – in cui il grana sarà presente in 55 dei loro ristoranti, che sono un centinaio. Si tratta di locali tipici, potremmo definirli simili alle nostre osterie, in cui le persone si trovano per bere qualcosa e poi si fermano a cena».

A collaborare attivamente alla riuscita dell’accordo il Consorzio Grana Padano e Riccardo D’Urso, fratello della più celebre Barbara, che lavora come promotore e valorizzatore dei prodotti enogastronomici d’eccellenza italiani.

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