GRANA PADANO: A FICO IN PASSERELLA IL TOP DEL “RISERVA”

14/03/2018

Bergamo, Brescia, Cuneo, Cremona, Lodi, Mantova, Piacenza, Padova, Pavia, Rovigo, Trento, Verona e Vicenza: sono le 13 province nella zona di produzione del Grana Padano DOP, che comprende anche l’area del Trentingrana, dove ogni giorno si producono e si stagionano le forme del prodotto a denominazione d’origine protetta più consumate nel mondo, arrivate nel 2017 al traguardo di 4.942.054.
Tre le stagionature con le quali viene commercializzato: nove mesi, oltre 16 mesi e Riserva, che comprende Grana Padano lasciato maturare nelle scalere per 20 mesi ed oltre, formaggio per i cultori del gusto, dove il tempo affina la qualità ed esalta le caratteristiche del latte e la maestria del casaro.
Tutte le forme sono lavorate secondo le millenarie regole volute dai monaci benedettini e diventate legge con il Disciplinare di Produzione approvato dall’Unione Europea. Ma ognuna è diversa dall’altra, perché entro certi limiti differenti sono l’alimentazione delle bovine, il clima durante la lavorazione, l’ambiente nel magazzino della stagionatura, l’esperienza di chi crea questo prodotto.
Tredici province insieme fanno del Grana Padano un’eccellenza planetaria. Ma ogni forma è essa stessa un’eccellenza, soprattutto quando ha più tempo per diventarlo.
“Tredici eccellenze per 1 eccellenza”, dunque: ed è questo il tema scelto per l’evento in programma sabato 17 marzo allo Spazio Arena di FICO, la Fabbrica Italiana Contadina a Bologna, nell’ambito del Mese del Casaro organizzato nel più importante polo nazionale delle eccellenze alimentari. Dalle 12 una giuria di membri dell’ONAF, l’Organizzazione Nazionale Assaggiatori di Formaggio, valuterà tredici forme di Grana Padano DOP Riserva stagionato 24 mesi, una per ogni provincia. Per la prima volta si svolgerà un confronto di così alto livello e che coinvolge tutta la zona di produzione del Grana Padano DOP, dedicato soprattutto ai cultori del gusto.
Gli esperti infatti individueranno in ogni forma le naturali differenze legate all’alimentazione delle vacche da latte ed al territorio dove sono allevate,  alla gestione della caseificazione e alla stagionatura diversa per ogni   caseificio, e le spiegheranno al pubblico, che scoprirà così come ogni forma sia non il risultato di una lavorazione in serie, ma un’opera artigianale unica, frutto del mix tra la salubrità dell’ambiente, la qualità della materia prima ed il benessere di chi la produce, il tempo e la mano dell’uomo.
 
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