Piano produttivo e nuova strategia di marketing: continuità nel segno della flessibilità

Aumentare i consumi e sostenere il prezzo, così come nel 2023. Nel futuro? Crescere sempre in modo oculato e conquistare mercati lontani anche in modo più innovativo. Sono gli obiettivi indicati dal presidente Zaghini.

Due i grandi progetti, cui il Consorzio sta lavorando, dall’annuncio di avvio dei lavori in corso nell’assemblea generale di dicembre 2022 e che dovranno essere supervisionati e messi a punto dai nuovi vertici consortili che usciranno dall’assemblea annuale elettiva dell’aprile prossimo. Sono il Piano produttivo 2025-2030, destinato a entrare in vigore il 1° gennaio 2025, e la nuova strategia di marketing 2024-2028.

«Sono entrambi – ha fatto notare il presidente del Consorzio di tutela, Renato Zaghinidelle conferme nel segno della continuità, nel senso che il principio cardine del Piano produttivo è quello di mantenere in equilibrio l’offerta con la domanda, mentre nel Piano strategico di marketing è quello di aiutare i consumi con un programma di attività promozionali efficienti e al passo con i tempi, ossia seguendo l’evoluzione delle abitudini alimentari e la congiuntura economica, guerre permettendo, per essere in grado di spingere i consumi, soprattutto sui mercati più promettenti del mondo».

«Entrambi rappresentano, infatti, dei punti fermi nelle attività del Consorzio di tutela, ma, come sempre accade nella gestione della “res publica” consortile al servizio del sistema del Grana Padano, sono da interpretate all’insegna della flessibilità perché «le stesse severe regole potranno, se necessario – ha spiegato il presidente Zaghini – , essere modificate e adattate in base all’andamento della congiuntura economica. Sembra un ossimoro, quindi un’impostazione antitetica, ma in realtà è come Consorzio, l’obiettivo che ci siamo sempre posti: dare indicazioni ben precise e no derogabili, ma in grado di essere “adjusted” per evolvere e soprattutto per migliorare il nostro assetto strategico».

Un’attività di elaborazione e messa a punto “corale”

Per arrivare a mettere a punto e definire nei dettagli questi nuovi strumenti, il Piano produttivo 2025-2030 e il Piano di marketing 2025-2030 i lavori sono già iniziati e stanno coinvolgendo tutto il territorio di produzione del Grana Padano con incontri e momenti di confronto con i consorziati.

«Va da sé che il nostro traguardo principale – ha continuato Zaghini – è quello di rendere il sistema del Grana Padano sempre più performante e dinamico come consumi, soprattutto considerando l’aumento a doppia cifra del costo della borsa della spesa degli italiani solo per il food registrata nei primi nove mesi del 2023 ci dive far riflettere. Non è, pertanto, una novità, ma sempre di più la vera crescita dei consumi di Grana Padano è destinata a ripartire dall’export e quest’anno, ancora di più, considerando anche i mercati più lontani da noi anche d’oltreoceano».

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Renato Zaghini, Presidente
Consorzio Tutela Grana Padano

Incremento annuo, parametro da rispettare

«Partiamo dal Piano produttivo: è lo strumento importantissimo – ha detto Zaghini – che negli ultimi vent’anni ci ha permesso di crescere del 44,94% con un tasso medio di incremento annuale del 2,25%. Abbiamo, quindi, stabilito nell’assemblea di dicembre scorso di aumentare la produzione dell’1,5% nel 2024 e si tratta di un aumento lineare che verrà offerto a tutti i caseifici che ne vorranno usufruire, ovviamente pagando un prezzo inferiore ai costi di mercato, pari a 250 euro a forma. Se resterà inutilizzato questo quantitativo, sarà messo a disposizione dei piccoli caseifici, quelli sotto le trentamila forme».

«Anche questo esborso, tra l’altro, andrà nel “fondo” consortile – ha precisato il presidente –destinato alla promozione dei consumi. Su una produzione di oltre 5,4 milioni di forme nel 2023 rappresenta un quantitativo significativo. Lo scorso anno la produzione è aumentata complessivamente del 4,69% sul 2022, con il mese di dicembre che ha registrato un altro progresso dell’1,97%. In realtà l’offerta è cresciuta di più rispetto alle attese e anche alle raccomandazioni date ai caseifici per mantenere in equilibrio la domanda e consumi. Bisogna, infatti, stare attenti a non fare il passo più lungo della gamba».

Se nei prossimi cinque anni la produzione di Grana Padano dovesse attenersi alla “regola aurea” del 2,5% di incremento medio annuo, come ha precisato sempre il presidente, nell’arco di un decennio si arriverebbe a una crescita di altri 10 punti percentuali. «Per “creare un mercato di nuovi consumi” – ha, tuttavia, sottolineato Zaghini – occorre organizzare attività di promozione del prodotto mirate e targetizzate sull’area corretta e sulle diverse tipologie di consumatore».

«Finora – aggiunge Zaghini – come abbiamo visto anche nel 2023 ci siamo riusciti, visto che nonostante un notevole incremento di prezzo, anche a due cifre, che poi si è riverberato al consumo, i consumi hanno tenuto. Nel 2023 abbiamo superato il 4% di aumento delle vendite in volumi grazie anche all’export. Passando al prezzo questo sta tenendo e anche il listino del Grana Padano a 9 mesi offre, ancora oggi, una buona remunerazione: siamo a 9,10 euro al chilogrammo al 26 gennaio 2024, possiamo esserne soddisfatti».

Investimenti promozionali aumentati del 10% nel 2024

Nel 2024 il Consorzio di tutela conta di disporre di un 10% in più di investimenti da dedicare alla promozione. Arriverà, pertanto, a investire complessivamente 46 milioni di euro tra Italia ed estero. Il futuro? «Abbiamo il latte, possiamo trasformare ancora, perché abbiamo tanti progetti e tanti idee – ha sottolineato Zaghini – per continuare a crescere, sempre, però, in maniera oculata e controllata. Questo è fondamentale. Cresceremo, ma senza bruciare le tappe e i mercati».

L’export sui mercati lontani riguarda anche il grattugiato

Sull’export restano, quindi, come obiettivi principali il consolidamento e la crescita dei mercati europei che sono importantissimi per il Grana Padano, ma l’orizzonte del Grana Padano è, oramai, il mondo: «Uno dei formati più dinamici – precisa Zaghini – è quello del grattugiato che continua avanzare in Europa e traina le vendite export, ma non è adatto ai lunghi viaggi. Occorrerà, a questo punto, pensare a come farlo arrivare oltreoceano. La soluzione è quella tradizionale, di allungare la shelf-life, o introdurre delle deroghe sul luogo di grattugia, in modo da far eseguire in loco questa operazione. Lo stiamo facendo per il Giappone con ottimi risultati, ovviamente con la vigilanza stretta del Consorzio di tutela. Il Canada è, per esempio, una delle nostre mete a lungo raggio. Sarà questa una delle decisioni da prendere da parte del nuovo Cda del Consorzio, ovviamente dopo opportune analisi e riflessioni». 

«Anche un euro, se avanza dal nostro budget promozionale, va ridistribuito alla filiera»

Un’altra idea del presidente Zaghini è quella di introdurre una sorta di pay back sulle risorse rimaste inutilizzate nel budget promozionale. «La contribuzione per l’uso del marchio e la differenziata servono – ha spiegato – a raccogliere risorse da investire in promozione, ma potrebbero avanzare ogni anno qualcosa. Ecco, in questo caso, sempre all’insegna della massima flessibilità, occorrerebbe entrare in una mentalità di stampo industriale. Ossia cercare sempre di investire nell’azienda eventuali risorse generate da economie di scala. Ecco, a questo proposito, vorrei proporre di restituire, se dovesse avanzare nel budget promozionale, anche un euro a caseificio. Ugualmente, se dovessi aver bisogno di aumentare la contribuzione consortile per investire di più sui mercati strategici non esiterei a chiederlo indietro o a chiedere anche, per esempio, due euro. Nel 2024 dovremmo andare a incassare di più di quello che ci serve investendo lo stesso il 10% in più rispetto al 2023. Quest’anno potremmo decidere di applicare uno sconto sulla quota associativa di tutti».