BERNI: «NELL’ANNO DELLA PANDEMIA IL GRANA PADANO MOSTRA TUTTA LA SUA RESILIENZA»

26/11/2020

Stefano Berni, direttore generale del Consorzio<br>Tutela Grana PadanoStefano Berni, direttore generale del Consorzio
Tutela Grana Padano
Stefano Berni, direttore generale del Consorzio
Tutela Grana Padano
Fondamentale, per il direttore generale del Consorzio di tutela, anche l’impegno per la sostenibilità ambientale e la diffusione di corrette abitudini alimentari

La pandemia sta privilegiando alcuni prodotti lattiero caseari, come i formaggi a lunga stagionatura che sono anche meno deperibili. Al di là del gap legato al settore ho.re.ca, i consumi di Grana Padano DOP sono aumentati e il prezzo pagato all’ingrosso al caseificio si può ben definire «lusinghiero». Il 2020, quindi, grazie anche alla frenata della produzione, sarà migliore rispetto alle previsioni iniziali. Così Stefano Berni, direttore generale del Consorzio di tutela del Grana Padano, anticipa un primo bilancio dell’anno per il formaggio Dop più esportato al mondo. 
In questo fine novembre il prezzo del Grana Padano sta aumentando, mentre il prezzo del latte è in continua flessione. Anche quello spot è arrivato a costare meno del latte tedesco e francese. Come si spiega questa congiuntura?
Le anomalie di questa pandemia stanno incidendo nei modi più diversi, “salvando” o addirittura privilegiando alcuni prodotti usati con frequenza e facilità nelle case come pasta, pomodoro, tonno e scatolame in genere. Tra questi ci sono anche formaggi a lunga stagionatura e durata che non scadono e possono svolgere anche la funzione di scorte. Altri prodotti come mozzarelle, formaggi molli o latte fresco usati abbondantemente nei bar e nei ristoranti stanno soffrendo. La crescente produzione di latte in Italia ed il calo dei consumi di parte dei derivati agisce negativamente sul prezzo del latte. Non era prevedibile né le stalle sono come melonaie che puoi impiantare o espiantare con più duttilità, per cui il binomio più produzione e meno consumi fa soffrire il prezzo. Per fortuna alcuni formaggi, in primis il Parmigiano Reggiano e il Grana Padano, stanno andando bene nei consumi, le scorte si stanno alleggerendo ed il prezzo pagato all’ingrosso al caseificio è lusinghiero.
La produzione negli ultimi due mesi è in calo e i consumi delle famiglie italiane non hanno smesso di crescere compensando le perdite dell'export. Anche se manca oltre un mese alla fine dell'anno è possibile fare un bilancio del 2020?
Il 2020 per il Grana Padano è andato molto meglio di quanto temessimo a marzo, aprile e maggio con un periodo estivo addirittura strabiliante. Chiuderemo con un +2% nella produzione, crescita che ritengo assorbita dall’aumento dei consumi sia in Italia che all’estero.
In questo periodo di emergenza Covid sono aumentate le vendite on line di Grana Padano?
Sì, soprattutto nelle catene distributive e presso i nostri consorziati che si sono attrezzati per le vendite on line. È un mezzo in grande crescita che è proiettato al futuro. Accentuato molto, però, dalla paura di uscire di casa. Credo, però, che l’e-commerce di alimenti rallenterà non appena la pandemia, grazie al vaccino, potrà considerarsi solo un bruttissimo ricordo. La gente, quando si sentirà sicura, avrà voglia di uscire, di socialità, di sentirsi libera e di vedere “in faccia” il prodotto da consumare 
Che cosa potrebbe innescare una ripresa vera sui mercati esteri?
L'export ha rallentato, ma è risultato sempre in crescita, almeno fino al primo semestre 2020.
Le prospettive di un aumento delle vendite, sia sui mercati esteri che su quello italiano deriverà dalla svolta che stiamo cercando di imprimere al nostro prodotto e al modo di raccontarlo. Occorrerà una grande resilienza dei settori food, ma anche una nuova visione che coniughi sostenibilità ambientale, economica, sociale, e che ci veda, soprattutto, protagonisti della diffusione di uno stile di vita sano, attivo e orientato sempre più fortemente alla salubrità. Le parole d’ordine saranno meno grasso e meno sale per noi e meno carboidrati e zuccheri per quei prodotti che li contengono. Dobbiamo velocemente superare vecchie, arcaiche convinzioni per non essere superati noi dal nuovo che velocemente avanza e che la pandemia ha accelerato. Questa è la resilienza di cui non possiamo fare a meno con tempi di adattamento molto più ristretti rispetto a quelli antecedenti al Covid-19.
Dazi Ue imposti dagli Usa: ci sono le condizioni per un loro superamento grazie alla vittoria di Biden alle presidenziali?
Se Biden vorrà cancellare le decisioni protezionistiche, egoistiche e vecchie di Trump, i dazi verranno superati, come spero anche l’embargo russo. Queste buone notizie non devono però rallentare il processo di cambiamento in corso che il Consorzio sta cercando di impostare al meglio con il contributo delle migliori energie italiane e internazionali in materia.