BERNI: «DAVANTI A SCELTE IMPORTANTI PER IL FUTURO DEL GRANA PADANO DOP»

18/06/2021

Il direttore generale del Consorzio di tutela <br>del Grana Padano, Stefano Berni Il direttore generale del Consorzio di tutela
del Grana Padano, Stefano Berni 
Il direttore generale del Consorzio di tutela
del Grana Padano, Stefano Berni 
I diversi scenari di crescita dei consumi presuppongono un incremento proporzionale degli investimenti in attività promo-pubblicitarie.

Crescere più della media degli ultimi dieci anni e mantenere, nel contempo, prezzi sempre remunerativi. È l’obiettivo della nuova strategia di sviluppo della produzione e dei consumi che il Consorzio di tutela del Grana Padano metterà a punto nei prossimi mesi sulla base delle indicazioni ricevute da Kpmg. 

La società di consulenza internazionale ha infatti analizzato tutte le opportunità di mercato prospettando, per il quadriennio 2021-2024, tre diversi scenari di crescita sui mercati mondiali: quello più facilmente raggiungibile prevede un incremento delle vendite dell'11%, quello intermedio stima una crescita del 14-15% e quello più ambizioso e super ottimista arriva fino al 24%, il massimo di crescita possibile. 

I dettagli dei tre scenari di crescita dei consumi di Grana Padano Dop
«Gli spazi ci sono, ma fin dove si potrà arrivare e in quale modo – spiega il direttore generale del Consorzio di tutela, Stefano Berni -, e, soprattutto, con quali investimenti da parte delle aziende consorziate, è ancora tutto da definire e poi da approvare. Lo scenario più ambizioso e spinto, definito da Kpmg di “crescita discontinua”, prevede una crescita del 24% con produzione e consumi superiori ai 6 milioni di forme, ma richiederà anche un aumento di oltre il 50%del budget promo-pubblicitario. Presuppone, inoltre, la simultaneità di condizioni geopolitiche molto favorevoli, come lo stop definitivo ai dazi Usa e la fine dell’embargo russo». 

Considerando un incremento medio annuo del 2,1% dei consumi di Grana Padano nell’ultimo decennio, la prima ipotesi, definita di “crescita inerziale”, prevede solo un lieve miglioramento di questo tasso di crescita storico che porterebbe a un progresso del 10-11% entro il 2024.

«Il piano di crescita intermedio, chiamato “intensivo” – spiega Berni - un incremento delle vendite del 14-16% entro il 2024 a fronte di un contestuale aumento di circa il 30% delle risorse pubblicitarie. In questo caso dovrebbero essere investiti complessivamente 44 milioni di euro. Questa, che prevede un tasso medio di crescita annuo del 3,6%, potrebbe essere forse la strada che, al momento, sembra raccogliere maggiori consensi».

Al via momenti di confronto e condivisione 
I prossimi mesi saranno dedicati all’analisi e alla valutazione dei diversi piani di sviluppo nei dettagli, compresa l’individuazione dei nuovi mercati target: sono già iniziati gli incontri, sempre con il supporto di Kpmg, in sede di Cda anche in collaborazione con le strutture consortili, il Comitato di Presidenza e la Commissione Pubblicità per tradurre in progetti concreti le ipotesi di lavoro. Nei prossimi mesi sarà avviato anche il confronto con la base, la platea dei Consorziati. 

«Il primo nodo da sciogliere riguarda infatti - sottolinea il direttore generale - le modalità di reperimento delle nuove risorse che dovranno essere investite per raggiungere gli obiettivi di crescita. Si tratta di un 1 centesimo in più da pagare come costo promozionale per ogni chilogrammo di latte che viene destinato a Grana Padano».

Al centro dei confronti, come fa notare sempre il direttore generale, non ci sarà infatti solo l’aumento degli investimenti promo-pubblicitari. I dibattiti più accesi tra i caseifici riguarderanno proprio le modalità di raccolta delle risorse: parteciperanno tutti in modo lineare e identico, quindi sia i caseifici che vogliono crescere e aumentare la produzione sia quelli che non hanno obiettivi di crescita? E che ruolo avrà il Piano Produttivo in tutto questo? Sarà rinforzato con un aumento del contributo associativo a carico dei caseifici che sceglieranno di produrre di più? O sarà alleggerito nel caso venisse deciso un aumento lineare e trasversale del contributo? 

«Questa è la decisione da prendere. Dovremo mettere a punto una strategia che ci consenta di crescere gradualmente come abbiamo fatto finora mantenendo, però - precisa Berni -, una remunerazione sempre adeguata dei prezzi di vendita. Per scegliere in modo consapevole, occorrerà, tuttavia, partire da questa consapevolezza: qualunque piano di crescita si scelga non sarà a costo zero, occorreranno risorse aggiuntive e soprattutto la massima condivisione possibile sugli strumenti e modalità di raccolta. Una cosa parrebbe assodata e cioè che gli sforzi aggiuntivi dovranno essere proporzionali rispetto alle crescite di ciascun caseificio stabilirà».