BERNI: «COMBATTERE IL GRANA PADANO SOUNDING AIUTEREBBE A RADDOPPIARE LE ESPORTAZIONI»

20/04/2021

BERNI: «COMBATTERE IL GRANA PADANO SOUNDING AIUTEREBBE A RADDOPPIARE LE ESPORTAZIONI»
Il direttore generale del Consorzio di tutela è intervenuto alla presentazione del V Forum Ambrosetti sul Food&Beverage patrocinato da Regione Lombardia  

« Oggi il 41% della produzione di Grana Padano Dop, per un valore di 1 miliardo e 300 milioni di euro al consumo, prende la via dell’export. Per la filiera del Grana Padano, rappresentata da 4mila stalle, 142 caseifici e 200 consorziati, la crescita sui mercati mondiali resta sempre il primo driver di sviluppo dei consumi». 

Lo ha sottolineato il direttore generale del Consorzio di tutela del Grana Padano Stefano Berni, intervenuto lo scorso 13 aprile alla presentazione del V Forum “La Roadmap del futuro per il Food&Beverage: quali evoluzioni e quali sfide per i prossimi anni”. L’evento patrocinato da Regione Lombardia e organizzato da The European House – Ambrosetti, si svolgerà il 4 e il 5 giugno a Bormio (So) in Valtellina, in provincia di Sondrio, che è la quinta provincia per la produzione di vino, la patria del 90% delle mele della Lombardia, ben nota anche per i suoi pregiati salumi e formaggi a denominazione d’origine. 

Non è un caso che l’Italia sia alla guida della cosiddetta Dop Economy, un comparto strategico che vale 16,9 miliardi di euro alla produzione, pari al 19% del fatturato complessivo dell’agroalimentare nazionale: «Il nostro Paese - ha fatto notare infatti il direttore generale Berni - vanta una quota export di prodotti di qualità ben superiore a quella di altri Paesi. Ecco perché l’Italia pur generando più valore si colloca dietro a Paesi che come produttori di commodity possono esportare più di noi in termini di volumi». 

«La sfida per continuare ad espanderci sui mercati esteri si potrà vincere – ha continuato Berni - solo se il consumatore sarà in grado di distinguere in modo chiaro e trasparente quali sono i prodotti di qualità. Come Consorzio di tutela abbiamo stimato che nel mondo il valore del prodotto consumato “come se fosse Grana Padano” è in gradi di raggiungere i 3 miliardi di euro. Se fosse possibile all’estero distinguere meglio i prodotti Dop il nostro export potrebbe facilmente raddoppiare. Faccio  quindi un appello alla politica perché sia possibile essere più trasparenti nei confronti dei consumatori». 

«Nel 2020, anno della pandemia -  
ha sottolineato sempre Berni –  le vendite sono cresciute grazie agli acquisti delle famiglie italiane che hanno premiato il Grana Padano o il Parmigiano Reggiano. Nella ristorazione, a causa delle restrizioni sanitarie, sono invece stati penalizzati i formaggi similari che in questo canale raggiungono di solito uno share del 50% circa, contro il 34% del Grana Padano e il 15% del Parmigiano Reggiano. Anche in questo caso, se fosse possibile far uscire dall’anonimato il prodotto consumato fuori-casa rendendo obbligatoria l’indicazione del formaggio usato in cucina, potremmo ribaltare facilmente questa classifica». 

Berni è intervenuto anche contro la proposta francese dell’etichetta a semaforo: «Valutare i prodotti senza tenere conto delle quantità è contraria ai principi di una sana alimentazione. Non esistono cibi buoni o cibi cattivi, ma solo una corretta o scorretta alimentazione perché centro grammi di insalata non equivalgono a 100 grammi di bresaola o di Grana Padano».