Latteria Soresina S.C.A.

Matricola: CR117
Via dei Mille, 13/17
26015 - Soresina (CR)
tel. 0374 349111 - fax 0374 349299
info@latteriasoresina.it
www.latteriasoresina.it

Sede produttiva  della matricola BS655:
Via Castellana, 1/A
23032 Chiari (BS)

Sede produttiva  della matricola CR103:
Frazione Forcello
26049 Stagno Lombardo (CR)

Sede produttiva  della matricola CR122:
Via Roma, 44
26034 Piadena (CR)
Un dettaglio dello stabilimento storico <br>di Latteria Soresina a Persico DosimoUn dettaglio dello stabilimento storico
di Latteria Soresina a Persico Dosimo
Un dettaglio dello stabilimento storico
di Latteria Soresina a Persico Dosimo
LATTERIA SORESINA GUARDA AL FUTURO PARTENDO DA UN PERCORSO DI RINNOVAMENTO

Dopo una crescita ininterrotta per 20 anni il maggior produttore di Grana Padano Dop sta vivendo una fase di revisione organizzativa per consolidarsi

L’anniversario dei 120 anni è un traguardo che poche aziende riescono a raggiungere. Latteria Soresina non è solo una delle più grandi cooperative italiane, ma anche un player di primo piano del settore lattiero caseario con un brand storico e ben riconoscibile. La tradizionale scatola di latta giallo oro del burro è diventata un’icona dell’agroalimentare Made in Italy. Gli ultimi vent’anni, in particolare, hanno segnato un vero punto di svolta per la crescita della cooperativa che ha il suo quartier generale a Soresina (Cr): lo spiega in sintesi il suo presidente, Tiziano Fusar Poli: «Siamo passati da 82 milioni di euro di fatturato agli attuali 411 milioni (2019), quintuplicando il nostro giro d’affari, da 250 dipendenti siamo arrivati a 650, da una sede, a sette stabilimenti (Soresina, Stagno Lombardo Località Forcello, Piadena, Cà de Corti, Peschiera Borromeo, Campegine e Chiari) attraverso processi di acquisizioni e fusioni. Un percorso che ha consentito a Latteria Soresina di rafforzarsi e diversificare il portafoglio prodotti, ma anche di aumentare le dimensioni delle stalle dei propri soci che hanno mediamente triplicato i volumi di latte prodotti. Oggi siamo a quota 186 soci con quasi 5 milioni di quintali, pari all’11-12% del latte della Lombardia e al 5% della materia prima nazionale».
Da sinistra il presidente di Latteria Soresina, Tiziano Fusar Poli,<br> e il direttore generale, Michele FalzettaDa sinistra il presidente di Latteria Soresina, Tiziano Fusar Poli,
e il direttore generale, Michele Falzetta
Da sinistra il presidente di Latteria Soresina, Tiziano Fusar Poli,
e il direttore generale, Michele Falzetta
UN RECORD PRODUTTIVO IMBATTUTO
Il record di Latteria Soresina è rimasto insuperato: «Eravamo i più grandi produttori di Grana Padano vent’anni fa – spiega il suo presidente – e lo siamo ancora di più oggi. La nostra produzione è attualmente di 550mila forme; vent’anni fa eravamo all’8-9%, oggi siamo all’11- 12% della produzione totale di Grana Padano. La vera evoluzione è stata quella di passare da produttori di forme, a distributori per il mercato finale con il preconfezionamento, diventando, nel contempo, un importante marchio del settore. Per raggiungere questo obiettivo abbiamo investito molto anche in comunicazione. Lo facciamo da 13 anni ininterrottamente. Il Grana Padano resta il nostro core business e continuerà ad esserlo, continuando a crescere. La strategia commerciale punta sulla segmentazione, su un’alta componente di servizio e sull’innovazione nel packaging».
 
I tavoli spersori dove vengono<br>riposte le forme dopo la cotturaI tavoli spersori dove vengono
riposte le forme dopo la cottura
I tavoli spersori dove vengono
riposte le forme dopo la cottura
PAROLA D’ORDINE: DIVERSIFICAZIONE
Nonostante i grandi numeri nel Grana Padano, solo il 50% del latte raccolto dalla cooperativa è destinato alla trasformazione a questo prodotto; il restante latte ha altre destinazioni.
Il punto di forza da sempre è la diversificazione e la flessibilità, che sempre più sarà un importante tassello per il successo delle imprese.
«Il vantaggio – sottolinea ancora Fusar Poli – di non essere un’azienda mono-prodotto, è quello di poter attenuare le grandi oscillazioni in positivo e negativo dei mercati e di dare maggior stabilità e tranquillità per il futuro. Quando il Grana Padano, ad esempio, va in crisi le performance del Gruppo restano mediamente interessanti euro, arrivano dall’export, dove siamo presenti in 60 Paesi nel mondo. Anche in questo caso non concentrare tutto il business su pochi Paesi attenua i rischi e le incertezze legate a decisioni politiche, crisi economiche e sanitarie. La diversificazione riguarda anche il canale di vendita perché il fatturato è diviso tra Gdo, ho.re.ca. e normal trade».
Il magazzino di stagionatura delle formeIl magazzino di stagionatura delle forme
Il magazzino di stagionatura delle forme
«MAI CHIESTO AI SOCI DI RIDURRE LA PRODUZIONE DI LATTE»
Potendo disporre di 6 stabilimenti di trasformazione, Latteria Soresina ha gestito bene anche il periodo di emergenza legato ai contagi da Covid-19: è stato così possibile continuare a lavorare senza interruzioni e limitazioni semplicemente spostando il latte e il personale dove c’erano minori problemi legati all’emergenza.
«Grazie a questa flessibilità – precisa Fusar Poli – siamo stati tra i pochi a non chiedere ai nostri associati di ridurre la produzione mantenendo livelli produttivi pressoché inalterati. Abbiamo inoltre, fin dal 21 febbraio scorso, costituito una task force per gestire la situazione con la massima rigorosità per proteggere la salute delle nostre persone, i loro posti di lavoro e per dare tranquillità di conferimento ai nostri soci.
La nostra missione è quella di produrre cibo ed anche in questa fase l’abbiamo portata a termine.Finalmente questa fondamentale funzione dell’agricoltura e della trasformazione è stata pienamente riconosciuta dalle istituzioni e dall’opinione pubblica. Si può facilmente immaginare cosa sarebbe successo nella società civile se si fosse fermata la produzione di alimenti!».
Dal punto di vista dei mercati, invece, mentre i primi due mesi del 2020 sono stati molto positivi, durante il lockdown sono iniziate le chiusure dei vari Paesi con il calo dell’ho.re.ca che comunque in Italia è stato recuperato nel retail, attraverso gli acquisti delle famiglie. «Il vero problema – sottolinea il presidente di Latteria Soresina – è stato ed è quello dell’export che come giro d’affari è crollato del 50% in aprile e maggio. In questo periodo si assiste comunque a una ripartenza degli ordini oltreconfine anche se è difficile fare previsioni sul tempo che servirà per ristabilire una normalità nei mercati. Alla fine dell’anno ci aspettiamo, comunque, una riduzione di fatturato».
Una fase della lavorazione del latte nella caldaia <br>a campana rovesciataUna fase della lavorazione del latte nella caldaia
a campana rovesciata
Una fase della lavorazione del latte nella caldaia
a campana rovesciata
LA NUOVA VISIONE DEL FUTURO
Dopo una fase di crescita imponente lunga vent’anni, Latteria Soresina sta attraversando una fase di revisione della strategia generale. Il nuovo direttore generale di Latteria Soresina, Michele Falzetta, sta portando avanti un percorso di rinnovamento organizzativo e culturale che, nei prossimi due anni, punta a consolidare le posizioni acquisite e raggiungere l’eccellenza operativa del Gruppo cooperativo.
«L’obiettivo – spiega Falzetta – è quello di arrivare a una riduzione dei costi industriali e a un aumento dei ricavi. Ci siamo rivolti a un advisor, Porsche Consulting, e abbiamo identificato 21 azioni da realizzare all’interno dell’azienda, nell’ambito di un piano triennale».
«La visione futura dell’azienda – continua Fusar Poli – si basa su pochi, ma fondamentali concetti: il primo è quello del rispetto per le tradizioni, dove il concetto di tradizione non è la venerazione delle ceneri, ma piuttosto tradizione vista come fuoco da mantenere acceso ed alimentato con l’innovazione. Rispetto per le persone, gli animali e l’ambiente, ma con grande spinta ad interpretare al meglio il proprio tempo, per essere proattivi ed innovativi, per offrire continuamente prodotti che sappiano soddisfare anche i consumatori più avveduti ed attenti. Poi passione per il lavoro, per la terra, per il latte che i soci conferiscono ogni giorno in Latteria. Passione per i prodotti e per la loro qualità».
Altro principio che Latteria Soresina porta avanti è la verità e la trasparenza circa quello che dice e fa: nelle stalle con l’impegno dei soci, per il benessere e la salute degli animali, negli stabilimenti di trasformazione dove si applicano i massimi standard qualitativi e di efficienza, nel rapporto con fornitori e clienti. Anche la crescita è ritenuto un valore fondamentale sia per i dipendenti, che per i soci e questo continuerà ad essere possibile se, come sempre è avvenuto in passato, si continuerà a giocare da squadra e per la squadra, con l’orgoglio di essere una grande famiglia.
«Il segreto della nostra storia e della sua longevità – precisa sempre Fusar Poli – è proprio qui, nella cooperativa, che, oggi come nel 1900, lavora per dare continuità e valore alla nostra tradizione e alle future generazioni. Per questo è importante vivere nel presente pianificando il futuro, dei nostri soci e dei nostri dipendenti, ma soprattutto pensando al futuro dei nostri ragazzi. Un futuro che ci vedrà sempre pronti ad affrontare le sfide della globalità affinché la nostra straordinaria tradizione lattiero casearia sia sempre più apprezzata, in Italia come nel mondo».
Cr 117: la matricola identificativa del Grana Padano Dop<br>prodotto da Latteria SoresinaCr 117: la matricola identificativa del Grana Padano Dop
prodotto da Latteria Soresina
Cr 117: la matricola identificativa del Grana Padano Dop
prodotto da Latteria Soresina
QUALITÀ DEL LATTE E BENESSERE ANIMALE
La qualità del latte è determinata da tanti fattori che vanno dall’alimentazione degli animali, all’ambiente in cui vivono, alla mungitura e a come vengono accuditi. Gli animali mantenuti in condizioni di benessere producono un latte migliore e quindi indirettamente contribuiscono al miglioramento del benessere umano.
Latteria Soresina ha quindi lanciato nel 2017 un piano di formazione e di innovazione degli allevamenti dei propri soci, portando la quasi totalità delle aziende agricole socie a potersi vantare della certificazione di benessere animale. Per ottenerla è stato utilizzato il sistema Classyfarm secondo il quale un veterinario certificatore esterno insieme all’ente Csqa a seguito di ispezioni, verificano e garantiscono il processo. Questa certificazione riguarda 90 punti focali del ciclo di allevamento, che va dal vitello appena nato fino all’età adulta degli animali. Tra questi, gli aspetti più rappresentativi del loro benessere riguardano: l’alimentazione; la qualità del luogo in cui vivono, determinata da parametri come la dimensione degli spazi, la presenza di strutture di sicurezza, l’idoneità dell’ambiente volto a non arrecare danni all’animale; l’igiene e la bio-sicurezza, intesa come diminuzione del rischio di contrarre patologie; la gestione dei farmaci; i controlli dei punti di abbeverata; la presenza di impianti di raffrescamento. Viene effettuato poi un monitoraggio costante delle reazioni e un confronto con i benchmark di mercato. Alcuni soci della cooperativa si avvalgono anche dell’utilizzo della musica per rilassare le mucche durante la fase di mungitura meccanizzata. Latteria Soresina garantisce uno standard di benessere animale superiore a quanto previsto dalle norme, offrendo al consumatore un valore aggiunto sempre più apprezzato ed in linea con le nuove sensibilità.
Le fasciere pronte ad essere riutilizzate Le fasciere pronte ad essere riutilizzate
Le fasciere pronte ad essere riutilizzate
SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE
Latteria Soresina è in prima fila per la sostenibilità ambientale. Lo storico legame con il territorio e l’ambiente, che deriva dall’attaccamento alla terra di tutti i soci, fa sì che la tutela ambientale sia un principio ispiratore dell’attività di Latteria Soresina. Un concetto puntualizzato nel Codice etico dell’azienda, come sottolinea il presidente, Fusar Poli: «Ormai da anni abbiamo iniziato a mettere in campo una serie di attività, partendo da una formazione culturale, perché da lì si parte sempre, creando la sensibilità verso questi temi per poi arrivare a risultati concreti». Fra gli strumenti realizzati in passato, la Carbon footprint, per individuare l’impatto ambientale di alcuni prodotti. Negli ultimi anni, la cooperativa ha ridotto di oltre il 40% i consumi di acqua, dell’8% i consumi di energia elettrica, di circa il 15% quelli di gas metano per produzione di energia termica e del 10% le emissioni di Co2. Inoltre l’installazione di un moderno impianto di cogenerazione ha ridotto le emissioni di anidride carbonica di circa 2.500 tonnellate all’anno.
Lo spaccio per la vendita direttaLo spaccio per la vendita diretta
Lo spaccio per la vendita diretta
UN PROGETTO DI FILIERA SOSTENIBILE
La cooperativa sta portando avanti un progetto integrato di filiera, grazie al contributo del Programma di sviluppo rurale Lombardia 2014-2020, dal titolo “La qualità sostenibile di Latteria Soresina” che coinvolge cooperativa e soci insieme, in collaborazione con l’Università di Milano e il Distretto Latte Lombardo, con l’obiettivo comune di sviluppare una filiera integrata sostenibile e di qualità. Non solo investimenti, per migliorare e ammodernare le strutture produttive (sia a livello di aziende agricole che di cooperativa), ma anche azioni di innovazione per una migliore gestione e governance della filiera. Infatti, una parte del progetto prevede lo sviluppo di un’App per smartphone, che permetterà ai soci di Latteria Soresina, attraverso l’inserimento di poche e semplici informazioni, di monitorare i loro processi produttivi individuando anche le specifiche azioni da attuare per limitare il consumo energetico e in generale ridurre l’impatto ambientale delle loro attività agro-zootecniche.
L'ingresso storico dell'AziendaL'ingresso storico dell'Azienda
L'ingresso storico dell'Azienda
PIANO FINANZIARIO E CAPITALIZZAZIONE
Altrettanto innovativo l’approccio finanziario di Latteria Soresina, che si è posto l’obiettivo di rendere più agevole l’accesso al credito in un mercato finanziario che è molto cambiato, divenendo molto più rigido nelle erogazioni ed in modo particolare verso le cooperative. Queste, come è noto, distribuiscono gli utili nel prezzo del latte, quindi sono spesso sottocapitalizzate e con indici di redditività negativi. Proprio riguardo alla distribuzione degli utili, negli ultimi vent’anni Soresina ha pagato mediamente circa il 9-10% in più rispetto alle quotazioni riconosciute dalle industrie private. «Nel 2019 abbiamo realizzato – sottolinea ancora il presidente Fusar Poli – un progetto di capitalizzazione da 30 milioni di euro che ci ha permesso di triplicare il nostro capitale sociale e di raddoppiare il patrimonio netto. Questa operazione è stata propedeutica all’ottenimento di un finanziamento da 30 milioni che ha coinvolto Cassa Depositi e Presiti e il Gruppo Bancario Cooperativo Iccrea. Le garanzie sono legate ad una parte di forme che stagionano nel nostro magazzino e che saranno mantenute a pegno in modo rotativo. Circolante quindi che finanzia il circolante. Un modello da replicare nel settore cooperativo.
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