Caseificio Europeo Società Agricola Cooperativa

Tracciato 23521

Matricola: MN423

Raggruppa 814

T: 0376 414191 | F: 0376 415795

Raggruppa 818

Via B. Buozzi, 2
46031 – Bagnolo S. Vito (MN)

CRESCERE, ANCHE IN SOSTENIBILITÀ, PER DARE VALORE AL LATTE

Con questo obiettivo il Caseificio Europeo è impegnato in una completa revisione dell’impiantistica in un’ottica di risparmio energetico e ha messo in cantiere nuovi investimenti

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Un’immagine vintage del Grana Padano con la matricola del Caseificio Europeo in primo piano

All’esterno del caseificio si notano le “campane rovesciate” che tante volte hanno fatto da culla al futuro Grana Padano DOP. Sono le caldaie in attesa di essere portate via e sono appena state sostituite da quelle nuove.

Questi grandi pentoloni dal fondo in rame servono infatti a contenere il latte e da questi verranno estratte, a fine caseificazione, le due forme “gemelle”.

Hanno fatto il loro dovere per vent’anni, come spiega Renato Zaghini, presidente del Caseificio Europeo Società Agricola Cooperativa di Bagnolo San Vito (Mn) da 21 anni e tesoriere del Consorzio di tutela del Grana Padano, ma il modello non cambia: le nuove caldaie hanno lo stesso rivestimento in rame e le stesse dimensioni per accogliere, ciascuna, mille litri di latte decremato per affioramento naturale, come prevede il disciplinare di produzione della DOP: «In tutto lo stabilimento ne abbiamo 72.
Quelle che si vedono all’esterno del caseificio sono le ultime. Le altre le abbiamo già cambiate».

«INVESTIREMO IN UN NUOVO MAGAZZINO»

«In media – spiega Zaghini – produciamo 250 forme di Grana Padano al giorno, in questo periodo solo 200 perché stiamo vendendo un po’ di latte. In questi mesi il prezzo della materia prima è alto e abbiamo, inoltre, come caseificio, una quota produttiva che non vogliamo sforare per non pagare la contribuzione differenziata».

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La squadra di tecnici che lavora in caseificio. In prima fila, secondo da destra, il presidente della cooperativa, Renato Zaghini

Il Caseificio Europeo produce 90mila forme l’anno, metà delle quali sono messe a stagionare nel magazzino aziendale da 45mila forme, la metà in magazzini di terzi.
«Abbiamo in programma nel 2020 – spiega il presidente – di realizzare un nuovo magazzino per raddoppiare i volumi di stagionatura. Nella nuova struttura investiremo anche in attrezzature tecnologicamente avanzate per la movimentazione delle forme. Contiamo di investire circa 3 milioni di euro e proveremo a presentare la domanda di contributo attraverso il Programma di sviluppo rurale. Stiamo cercando di crescere, ma senza eccedere, assieme alle nostre stalle che di anno in anno aumentano la produzione di latte e diventano sempre più efficienti.

Consideri che la cooperativa ha festeggiato i 60 anni di attività e ha iniziato nel 1956 con 90 soci allevatori e 30mila quintali di latte conferito in un anno. Anche il nome scelto all’epoca, Caseificio Europeo, dimostra che erano veri innovatori. Oggi siamo a 25-26 soci e 450mila quintali di latte». Tra i soci effettivi, oltre ai singoli allevamenti, ci sono anche le cooperative Agrilatte Brescia e Produttori Agricoli Desenzano.

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La caldaia in piena operatività

OBIETTIVO: RIDURRE I CONSUMI ENERGETICI

Il passaggio più delicato nella produzione di Grana Padano? «Non voglio semplificare – risponde il presidente del Caseificio Europeo – ma ancora prima del latte occorre prestare attenzione all’alimentazione delle bovine da latte e al benessere animale in stalla. Il primo interessato a rispettare le regole, e in particolare a rendere più sostenibile la produzione di latte, è l’allevatore. Più giù, lungo la filiera, anche il produttore di Grana Padano deve fare poi la sua parte».

Per questo al momento il caseificio è impegnato in un’opera di revisione completa dell’impiantistica per ridurre i consumi energetici e migliorare, appunto, la sostenibilità ambientale. Una svolta green che è partita, in termini di risparmio energetico, dalla semplice sostituzione delle luci con led a basso consumo, ma coinvolge ora tutto il caseificio. «La produzione di energia, ossia del caldo, ma soprattutto del freddo – spiega Zaghini – avverrà con una nuova tecnologia che utilizza l’ammoniaca anziché il freon. Una soluzione che consente di aumentare la resa rispetto a quella del gas tradizionalmente usato per generare il freddo e quindi offrire un notevole risparmio energetico, oltre il 50% rispetto ai consumi attuali. Si tratta di un investimento da 1 milione di euro».

Il dividendo della cooperativa, per l’anno terminato nel marzo 2019, è stato soddisfacente grazie anche al valore della trasformazione in Grana Padano: superiore ai 50 centesimi al chilogrammo di latte, senza Iva. Il fatturato del Caseificio Europeo è di circa 30 milioni di euro.

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Un tecnico del caseificio con la pala

«CHI PRODUCE GRANA PADANO NON PUÒ FARE I SIMILARI»

«I nostri dividendi sono del resto lo specchio – fa notare Zaghini – dell’andamento del mercato del Grana Padano. Bisogna ammettere che alcune scelte del Consorzio di tutela del Grana Padano, come la contribuzione differenziata, l’intensa attività di promozione svolta sia a beneficio del mercato interno che dell’export, hanno premiato. Si è capito anche che non è il caso di fare similari se si produce il Grana Padano: si evita di creare confusione sul mercato e nel consumatore. Il differenziale del prezzo, in mancanza di un’adeguata formazione del consumatore, orienta spesso in una direzione sola, a rinunciare alla qualità della DOP. Bisogna quindi scegliere: produrre Grana Padano e produrre valore o fare il similare e puntare sulla convenienza. Sono convinto sostenitore di questa regola».

Un prezzo più alto della materia prima, come fa sapere sempre il presidente del Caseificio Europeo, finisce sempre, in ogni caso, per disincentivare la produzione di similari per il minor valore aggiunto del prodotto finito. Per questo il latte destinato a Grana Padano non può valere come quello destinato a latte alimentare o altri formaggi non tutelati.

LO SPACCIO AZIENDALE

Il caseificio di Via Buozzi 4, a Bagnolo San Vito, è affiancato, da uno spaccio per la vendita di prodotti enogastronomici e specialità tipiche del territorio mantovano e lombardo, oltre che di Grana Padano DOP. L’offerta spazia dai vini ai salumi e alle carni suine bovine provenienti da allevamenti della zona, formaggi freschi e stagionati e genera un giro d’affari di 1 milione e mezzo di euro.