GLI INSILATI

Gestire gli insilati aziendali di mais per la filiera del Grana Padano DOP

GLI INSILATI
La filiera produttiva del Grana Padano DOP si caratterizza per l’utilizzo, nella grande maggioranza delle aziende dell’insilato di mais e per l’impiego in fase di caseificazione del lisozima. L’uso del lisozima è strettamente connesso alla presenza di insilati e in particolare del silo-mais a causa del maggior rischio di contaminazione del latte con microrganismi anticaseari, soprattutto clostridi, potenzialmente presenti nell’insilato. Nonostante l’uso del lisozima, spesso si riscontrano problemi nella fase di caseificazione o di stagionatura, come gonfiore tardivo che comporta l’esclusione delle forme dall’apposizione del marchio da parte del Consorzio di tutela.
Il fattore critico del sistema produttivo è rappresentato dall’uso degli insilati nell’alimentazione dei bovini e dalla conseguente necessità di abbinamento con l’uso del lisozima (proteina naturale dell’uovo). Per contribuire a ridurre le problematiche derivanti da questa situazione è stato attivato un progetto di ricerca finanziato dal mipaaf, denominato FILIGRANA, che ha come obiettivo la “Valorizzazione della produzione del Grana Padano DOP tramite il controllo di filiera e l’ottimizzazione dei processi produttivi”.
L’approccio di filiera ha consentito, forse per la prima volta, di mettere in stretta relazione, con un approccio coordinato, le varie fasi del processo produttivo, dal campo al prodotto finito pronto per il consumo. Particolare rilievo è stato dato, fra l’altro, alla qualità degli alimenti per le vacche ed in particolare all’insilato di mais nelle sue varie fasi produttive. 
 Il presente opuscolo per tecnici, agricoltori ed allevatori sintetizza le acquisizioni di maggiore rilievo ottenute nel progetto, con indicazioni facilmente trasferibili a livello operativo, per il miglioramento della qualità casearia del latte e concreti risparmi nei costi di produzione. Allo sviluppo del progetto di ricerca ha dato un contributo fondamentale l’impegno dell’ufficio tecnico del Consorzio di Tutela del Formaggio Grana Padano che ha assicurato un collegamento organico, molto efficiente fra istituti scientifici, strutture operative sul territorio, allevamenti e caseifici.
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