Granny e Pad

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Ciao bambini!
Io sono Granny, la mucca del Grana Padano.
Vivo in una stalla qui vicino, con le mie amiche mucche.
Durante il giorno ci teniamo in forma con un po’ di movimento e mangiamo cose molto sane per produrre un latte buonissimo.
Siamo delle gran golosone e adoriamo l’erba medica! Veniamo munte ogni giorno e il nostro latte viene portato in caseificio.

Fortunatamente al caseificio lavora un super esperto di Grana Padano… il casaro Pad.

Ogni giorno Pad versa il latte, che prima è stato parzialmente scremato, in un pentolone gigante che si chiama caldaia ed inizia a riscaldarlo.

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Durante la fase di riscaldamento, come nella ricetta di uno chef, il casaro aggiunge i due ingredienti più importanti: il siero innesto ed il caglio.

Pad controlla che il latte coaguli perfettamente e, subito dopo, rompe il coagulo che si è formato con un attrezzo speciale: lo spino.
In questo modo, quindi, si formano piccoli granuli,
Pad inizia la cottura.
Al termine di essa, tutti i piccoli granuli si depositano sul fondo della caldaia.
Una volta uniti, essi formeranno questo buonissimo formaggio.

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Il casaro con una grossa pala di legno estrae dal fondo della caldaia la massa di formaggio che si è formata.
Pad la divide poi in due parti uguali con l’aiuto del suo amico ed avvolge le due “gemelle” in due teli di lino.

Sopra appoggia un pesante tagliere per dare la forma desiderata.
Dopo qualche tempo la forma gigante di formaggio viene girata e si prepara a farsi bella.

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Tra il formaggio e la fascera viene inserita una cintura che disegna sul formaggio i marchi di origine del Grana Padano, rendendolo unico e riconoscibile in tutto il mondo.
Pad sulla parte piana della forma ha già aggiunto la placca di caseina.
Ora sulla forma si possono ammirare i marchi di origine: il suo nome in codice composto da due lettere e numeri all’interno di un quadrifoglio.

Ecco, ci siamo! La forma è pronta per fare un bagno nell’acqua salata per 20 giorni circa.

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Trascorsi circa 20 giorni il casaro Pad la toglie dall’acqua salata e la mette ad asciugare in un posto caldo. Lì ad attenderla ci sono tante altre forme: alcune un po’ più giovani, altre piuttosto vecchiette.
Nel periodo di tempo in cui le forme riposano ben sistemate sulle mensole del magazzino si compie la stagionatura.

Dopo un riposo durato nove mesi, arriva un esperto battitore con il camice bianco e la sua valigetta degli attrezzi.
Appoggia la forma su un tavolo e la controlla: con il martelletto sente come sta la forma, poi con l’ago odora il profumo della pasta del formaggio.

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Superate tutte queste fasi, per la forma è il momento di tagliare il traguardo!
Sale sul podio e in premio riceve il marchio a fuoco.