Caseificio Sociale Gardalatte S.C.A.

Matricola: BS634
Località Cassetta, 4
25017 Lonato (BS)
tel. 030 9913664 - fax 030 9132795
info@gardalatte.it

Sede produttiva della matricola BS608:
Via Palazzo, 6
25010 Montirone (BS)
L’impianto di biogas alimentato solo dagli effluenti zootecnici<br> dell’allevamento di suiniL’impianto di biogas alimentato solo dagli effluenti zootecnici
dell’allevamento di suini
L’impianto di biogas alimentato solo dagli effluenti zootecnici
dell’allevamento di suini
LA SFIDA DI GARDALATTE? PRODURRE UN GRANA PADANO DOP SOSTENIBILE E RACCONTARLO
Spazio agli investimenti per ridurre l’impatto ambientale continuando a crescere in modo equilibrato

«La cooperativa è oggi sempre più proiettata verso l’obiettivo della sostenibilità. Dal 2014 abbiamo cominciato a ragionare su questo tema. Stiamo cercando di individuare e realizzare soluzioni sempre più innovative per contribuire alla riduzione dell’impatto ambientale». Così Valter Giacomelli, tesoriere del Consorzio di tutela del Grana Padano e dal 2005 presidente e amministratore delegato di Gardalatte, la cooperativa di Lonato del Garda (Bs), presenta la nuova sfida: coniugare una crescita produttiva ed economica equilibrata con la salvaguardia e la valorizzazione dell’ambiente. «Il nostro Grana Padano deve garantire l’eccellenza della qualità, ma deve anche essere sostenibile. Alle nuove generazioni dobbiamo lasciare un mondo migliore di quello che abbiamo trovato. Gardalatte sta facendo la propria parte e da alcuni anni sono in corso interventi green importanti. Abbiamo investito per ridurre le emissioni in atmosfera e risparmiare risorse. Il sistema di raffreddamento dei compressori è stato, ad esempio, convertito e oggi sfrutta una tecnologia ad aria anziché ad acqua che consente di ridurre il consumo idrico. Il metano prodotto dal nostro impianto di biogas impiega solo i reflui zootecnici provenienti dall’allevamento suinicolo (di 6-7mila suini di proprietà della cooperativa) alimentando le caldaie del caseificio nella produzione di vapore per la cottura del formaggio. Tre anni fa abbiamo anche realizzato un impianto per concentrare il siero destinato a diversi impieghi industriali. In questo modo, riutilizzando anche i sottoprodotti, contribuiamo a creare nuovi cicli produttivi applicando un modello di economia circolare basato sull’innovazione tecnologica, l’efficienza energetica e l’utilizzo delle fonti rinnovabili». 
I silos per lo stoccaggio del latte e l’arrivo di un camion cisterna <br>che trasporta il latte dei soci.I silos per lo stoccaggio del latte e l’arrivo di un camion cisterna
che trasporta il latte dei soci.
I silos per lo stoccaggio del latte e l’arrivo di un camion cisterna
che trasporta il latte dei soci.
IL BENESSERE ANIMALE VALORE ANCHE PER LA TRASFORMAZIONE
L’attenzione verso la sostenibilità di Gardalatte passa anche attraverso il benessere animale degli allevamenti dei propri soci. «Rappresenta un altro fattore fondamentale per la crescita della cooperativa ed è in grado di valorizzare anche le nostre produzioni casearie – sottolinea Giacomelli –. Tutte le stalle dei nostri allevatori sono state valutate positivamente con il metodo CrenBa ora diventato standard ClassyFarm del ministero della Salute per misurare le prestazioni sul benessere animale. Riguarda diversi aspetti, compreso quello della riduzione di impiego degli antibiotici. Come Gardalatte siamo già in contatto con i veterinari che andranno negli allevamenti per continuare l’attività di valutazione. È già iniziato un percorso destinato a proseguire negli anni».

IL GRANA PADANO DEVE SAPERSI RACCONTARE
Da qualche anno è aumentata sensibilmente la richiesta del consumatore di conoscere più da vicino il mondo dell’agroalimentare. «Uno dei fattori vincenti per le nostre Dop – sottolinea il presidente Giacomelli – è legato anche alla capacità di raccontare come lavoriamo, come viene prodotto il Grana Padano, per far comprendere anche all’esterno gli sforzi compiuti per migliorare la qualità e i processi produttivi, ma anche per ridurre l’impatto ambientale e aumentare il benessere animale.
Dobbiamo imparare oltre che a fare, anche a raccontare quello che facciamo e quello che siamo. Come Gardalatte vogliamo farci conoscere, raccontare qual è il nostro lavoro, la nostra storia aziendale e i nostri progetti, i valori che sono alla base della nostra attività. Questo è un modo nuovo per guardare al futuro
».
Le forme di Grana Padano con la fascera in metallo che viene <br>utilizzata a partire dal secondo giorno di produzione.Le forme di Grana Padano con la fascera in metallo che viene
utilizzata a partire dal secondo giorno di produzione.
Le forme di Grana Padano con la fascera in metallo che viene
utilizzata a partire dal secondo giorno di produzione.
OLTRE CINQUANT’ANNI DI STORIA
«Gardalatte – spiega Giacomelli – nasce nel 1965 grazie alla lungimiranza di alcuni allevatori che oltre cinquant’anni fa avevano capito che con la trasformazione potevano dare valore aggiunto al loro latte. Nel 1968 è stato realizzato il caseificio di Lonato del Garda che oggi è anche la sede legale e amministrativa della cooperativa». Inizialmente la destinazione del latte era il Provolone e prodotti freschi come la mozzarella, poi la cooperativa è cresciuta di dimensioni superando negli anni anche momenti di difficoltà, e ha cominciato a produrre anche Grana Padano, diventato, dalla fine degli anni Ottanta del secolo scorso, il core business della cooperativa.

DUE STABILIMENTI PRODUTTIVI
Oggi Gardalatte è tra le prime 6 realtà di produzione del Grana Padano Dop. Conta 45 soci allevatori, tutti della zona del Lago di Garda e della Bassa Bresciana, e due siti produttivi: il primo a Lonato del Garda, dove si producono sia Grana Padano che Provolone. Il secondo stabilimento è a Montirone (Bs) e produce esclusivamente Grana Padano. Nel 2014 la cooperativa aveva infatti incorporato il Caseificio Sociale di Montirone con la sua quota di produzione, 34mila forme di Grana Padano. Un’unione che ha reso possibile realizzare nuove economie di scale e fatto diventare Gardalatte la prima cooperativa di settore della provincia di Brescia, la quarta a livello regionale. Nel 2020 Gardalatte ha raccolto 1 milione e 50mila quintali di latte trasformati in 140mila forme di Grana Padano (contrassegnato dalle matricole Bs 634 e Bs 608) che rappresentano il core business della cooperativa, più altri 14-15mila quintali di Provolone e Provolone Valpadana. Una parte del latte raccolto viene anche venduto durante la stagione estiva. «La storia di Gardalatte – aggiunge Giacomelli – rappresenta un modello che, se gestito con criteri imprenditoriali, rappresenta un’opzione vincente per chi ha la lungimiranza di condividere una visione e di fare sistema, partendo da un gruppo di lavoro che è costituito da una sessantina di persone ed è unito anche da una forte spirito di appartenenza».
 
Il presidente di Gardalatte, Valter GiacomelliIl presidente di Gardalatte, Valter Giacomelli
Il presidente di Gardalatte, Valter Giacomelli
GLI INVESTIMENTI CONTINUANO
Il caseificio principale di Lonato del Garda è stato realizzato nel 1968 e negli anni è stato rinnovato e ampliato tre volte. Un investimento importante è stato sostenuto nel 1992 ampliando il reparto di produzione del Grana Padano. Nel 2014 è stato costruito un nuovo magazzino da 80mila forme ed è stato ampliato ulteriormente il caseificio con investimenti strutturali che hanno portato a ottimizzare il lavoro dei dipendenti per migliorare la qualità del lavoro e imboccare la strada della sostenibilità. L’ultimo grande progetto di investimento nello stabilimento di Lonato, per un valore complessivo di circa 4 milioni di euro, è stato avviato nel 2020 ed è ancora in corso: «Consentirà – sottolinea il presidente Giacomelli – di aumentare la capacità produttiva dell’azienda. Il progetto prevede l’ampliamento del magazzino per la stagionatura di ulteriori 50mila forme, già completato, la costruzione di un altro locale per la salamoia e di un altro reparto per la rivoltatura e asciugatura delle forme, comprensivo anche di attrezzature all’avanguardia. A lavori ultimati lo stabilimento di Lonato del Garda è destinato ad avere una capacità di stagionatura di 180mila forme in aggiunta a un altro magazzino da altre 20mila forme situato nello stabilimento di Montirone».

OBIETTIVO, CRESCITA PROGRAMMATA
L’obiettivo della cooperativa, che ha una base sociale molto giovane, come fa notare sempre il presidente Giacomelli, è quello di crescere ancora, compatibilmente con gli spazi e le esigenze di mercato, nella trasformazione del latte in Grana Padano. «Abbiamo la disponibilità delle strutture e la materia prima, ma ovviamente seguiremo la programmazione indicata dal Consorzio di tutela. Il futuro di crescita delle nostre DOP è comunque l’export. Dovremmo riuscire a recuperare la quota dell’italian sounding, dove il Grana Padano è uno dei prodotti agroalimentari italiani maggiormente imitati. Per questo è molto importante comunicare in modo corretto all’esterno, anche con il contributo di corrette informazioni scientifiche». Gardalatte non ha risentito in modo particolare degli effetti legati alla pandemia da Covid che hanno colpito il settore Ho.re.ca.: «Come azienda siamo poco presenti in questo segmento – spiega Giacomelli – e siamo invece cresciuti nella Gdo, il canale che ha compensato il calo registrato nei consumi fuori-casa». In base al bilancio chiuso nell’aprile 2020 la remunerazione riconosciuta ai soci allevatori da Gardalatte è stata di 52,10 centesimi al litro più Iva a fronte di un fatturato che ha raggiunto i 62 milioni di euro.