Best Bitter

Stile di nascita inglese e che si identifica con le atmosfere anglosassoni di pub di lunga storia e tradizione, ma che ha estimatori in tutto il mondo e si trova spesso nella gamma produttiva dei produttori artigianali e non. A seconda della gradazione alcolica crescente si parla di Ordinary, Best, Strong Bitter.
  • Conservazione: trattandosi di uno stile ad alta fermentazione non ha necessità di essere conservato mantenendo la catena del freddo; è importante però che la temperatura non superi i 18-20° C. Oltre quelle temperature e nelle versioni non pastorizzate, potrebbe avere inizio una nuova fermentazione in bottiglia con risultati sgraditi.
  • Temperatura di servizio: come da tradizione britannica, questa tipologia trova la migliore espressione nella spillatura “all’inglese”, ovvero con una leggera inclinazione del bicchiere che dovrà poi essere raddrizzato e tenuto sempre vicino al beccuccio o al collo della bottiglia. Il bicchiere sarà la classica pinta inglese, con la birra che va servita ad una temperatura di 10-12°C.
  • Titolo alcolometrico:    3,8-4,6% alc.
Caratteristiche (visive, olfattive, gusto-olfattive): di colore ambrato chiaro, con alcuni esempi che arrivano anche a tonalità che guardano al ramato, con schiuma di colore bianco o crema, poco presente e di breve persistenza. Note olfattive di media intensità e di discreta complessità, che portano alla mente note di biscotto, pane, caramello assieme ad un lieve fruttato che può rimandare ad esempio alla mela e ad un floreale delicato, assieme a delle sottili sensazioni terrose. A livello gustativo tornano le caratteristiche evidenziate a livello olfattivo in un gioco di equilibrio che vira sulle sensazioni amare, pur con un finale secco. Birra di corpo medio-basso, si caratterizza per essere una birra dalla grande beva anche in virtù di una carbonazione bassa, soprattutto nelle versioni alla spina.
Le caratteristiche di questa tipologia ben si adattano con il Grana Padano a stagionatura giovane, fino ai 16 mesi. La componente maltata, talvolta lievemente burrosa, ben accompagna le note tipiche lattiche che si ritrovano in queste stagionature, così come di contrasto l’amaro e la secchezza fungono da contraltare alle note prettamente dolci, erbacee e vegetali del formaggio. E’ un abbinamento che può regalare soddisfazione anche in sede di aperitivo, data la bassa componente alcolica e la facilità di beva delle birre di questo stile.

Curiosità

La nascita si deve alle sorelle Pale Ale anglosassoni, a fine Ottocento. Quasi scomparse all’inizio degli anni Settanta, la rinascita di questo e di altri stili di matrice anglosassone si deve ad una combattiva associazione di consumatori inglese.
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