L’Arcivescovo di Milano Mario Delpini in visita alla Fondazione Grana Padano

Dialogo su lavoro, territorio e responsabilità sociale al centro dell’incontro con l’Arcivescovo promosso dalla stessa Fondazione Confcooperative Fedagripesca Lombardia all’Abbazia di Chiaravalle.

All’Abbazia di Chiaravalle si è svolto un momento di incontro e confronto tra il mondo ecclesiale e quello della cooperazione agroalimentare lombarda. Il 5 marzo scorso, infatti, l’Arcivescovo di Milano, Mario Delpini, ha fatto visita alla Fondazione Grana Padano incontrando rappresentanti della filiera e del sistema cooperativo regionale. L’iniziativa, promossa dalla stessa Fondazione insieme a Confcooperative Fedagripesca Lombardia, ha voluto rafforzare il dialogo tra la Diocesi ambrosiana e le realtà produttive impegnate nel comparto agroalimentare del territorio.

La mattinata si è aperta con una visita all’antica abbazia, luogo profondamente legato alla tradizione agricola e monastica lombarda e simbolo delle origini della produzione del Grana Padano. A introdurre l’incontro con l’Arcivescovo sono stati Marco Menni, vicepresidente vicario di Confcooperative, don Nazario Costante, incaricato regionale per la Pastorale sociale e del lavoro, e Natale Carapellese del Municipio V di Milano.

Successivamente sono intervenuti Giuseppe Saetta, presidente della Fondazione Grana Padano, padre Stefano Zanolini, abate dell’Abbazia di Chiaravalle, Renato Zaghini, presidente del Consorzio DEL Grana Padano, Stefano Berni, direttore generale del Consorzio del Grana Padano, e Fabio Perini, presidente di Confcooperative Fedagripesca Lombardia.

 

Abbazia di Chiaravalle

Dialogo tra Chiesa, cooperazione e filiera agroalimentare

L’iniziativa ha rappresentato un’occasione di confronto tra la Conferenza Episcopale Lombarda, la Diocesi ambrosiana, il sistema cooperativo e la filiera agroalimentare, con particolare attenzione ai temi del lavoro e alle esperienze che riescono a coniugare tradizione, qualità delle produzioni e responsabilità sociale. In questo contesto la cooperazione agroalimentare è stata indicata come un modello capace di tenere insieme valore economico, radicamento territoriale e attenzione alle comunità locali.

«Per la Fondazione Grana Padano – ha sottolineato Saettaè un’occasione preziosa di dialogo tra il mondo della cooperazione e la Chiesa ambrosiana, nel segno di valori che ci sono comuni: attenzione alle comunità, solidarietà e impegno concreto verso le persone più fragili e il territorio».

Sulla stessa linea anche Menni, che ha ricordato il percorso di collaborazione sviluppato negli ultimi anni tra il movimento cooperativo e il mondo ecclesiale: «Non è casuale che questo incontro – ha dichiarato Menni – si inserisca nel solco del rapporto che Confcooperative ha rafforzato in questi anni con la Cei e nel dialogo avviato da tempo con la Chiesa lombarda e con la Diocesi di Milano. Si svolge proprio all’Abbazia di Chiaravalle, luogo simbolo della tradizione del Grana Padano, filiera in cui opera un segmento importantissimo delle cooperative aderenti a Confcooperative in Lombardia».

Dalle radici del Grana Padano alla responsabilità verso la comunità

Il richiamo alla storia del formaggio Dop è stato al centro anche dell’intervento di Zaghini, che ha sottolineato il legame tra l’abbazia e le origini del prodotto: «Essere qui, all’Abbazia di Chiaravalle, significa tornare alle radici della nostra storia – ha proseguito Zaghini –. In questo luogo i monaci cistercensi inventarono il Grana Padano, trasformando il lavoro della terra in un patrimonio di civiltà. Oggi, come allora, il modello cooperativo dimostra che l’economia può e deve avere un’anima: la nostra sfida è coniugare la tutela della Dop con la responsabilità verso la comunità, un impegno che portiamo avanti con orgoglio attraverso il Consorzio e la nostra Fondazione».

Perini ha ricordato il peso della cooperazione all’interno della filiera del Grana Padano e il ruolo che essa continua a svolgere per il territorio: «Oggi oltre il 65% della produzione proviene da aziende cooperative. Questo evento è un’occasione per promuovere un modello cooperativo che consente di valorizzare il lavoro degli allevatori soci e dei produttori di formaggio e di mantenere il valore generato legato ai territori, anche in una situazione di mercato molto difficile e preoccupante come quelle di questi giorni. In un contesto internazionale sempre più complesso e drammatico le cooperative continuano a rappresentare un presidio economico e sociale per molte aree rurali e uno strumento di solidità e sviluppo per le imprese agroalimentari».