Utilizziamo solo latte crudo proveniente da allevamenti certificati della zona d'origine, rigorosamente controllati per garantirne l'eccellenza e preservarne il gusto.
È proprio attraverso la lavorazione del latte che inizia il viaggio di una DOP unica al mondo.
La decrematura
Il latte, frutto di non più di due mungiture al giorno o di sistemi ad accesso libero, viene lasciato riposare. Durante questa sosta avviene la parziale decrematura per affioramento naturale: la panna sale in superficie, lasciando il latte pronto per la lavorazione.
Il siero innesto
Il latte, frutto di non più di due mungiture al giorno o di sistemi ad accesso libero, viene lasciato riposare. Durante questa sosta avviene la parziale decrematura per affioramento naturale: la panna sale in superficie, lasciando il latte pronto per la lavorazione.
La caldaia
Il latte, frutto di non più di due mungiture al giorno o di sistemi ad accesso libero, viene lasciato riposare. Durante questa sosta avviene la parziale decrematura per affioramento naturale: la panna sale in superficie, lasciando il latte pronto per la lavorazione.
È l'equilibrio preciso tra temperatura e tempi di riposo a governare il processo di trasformazione.
Il caglio
Il latte inoculato viene portato alla temperatura di 31-33°C e aggiunto il caglio di vitello.
Lo spino
Il latte inoculato viene portato alla temperatura di 31-33°C e aggiunto il caglio di vitello.
La cottura
Il latte inoculato viene portato alla temperatura di 31-33°C e aggiunto il caglio di vitello.
Il riposo
Il latte inoculato viene portato alla temperatura di 31-33°C e aggiunto il caglio di vitello.
Dalle mani esperte dei casari e dai teli di lino assistiamo alla nascita della forma.
Le forme “gemelle”
Utilizzando una pala di legno e uno “schiavino“, la massa caseosa viene recuperata dal fondo della caldaia e tagliata in due parti uguali, in modo da dare origine alle due “forme gemelle”.
L'estrazione
Utilizzando una pala di legno e uno “schiavino“, la massa caseosa viene recuperata dal fondo della caldaia e tagliata in due parti uguali, in modo da dare origine alle due “forme gemelle”.
La fascera
Utilizzando una pala di legno e uno “schiavino“, la massa caseosa viene recuperata dal fondo della caldaia e tagliata in due parti uguali, in modo da dare origine alle due “forme gemelle”.
Ogni forma riceve la sua identità unica e la sua tracciabilità tramite il sigillo dell'eccellenza.
La marchiatura
Trascorse 12 ore circa dalla messa in forma, tra la fascera e il bordo laterale della forma – lo scalzo – viene inserita un’altra fascia di idoneo materiale plastico che presenta in rilievo i marchi di origine.
La placca di caseina
Trascorse 12 ore circa dalla messa in forma, tra la fascera e il bordo laterale della forma – lo scalzo – viene inserita un’altra fascia di idoneo materiale plastico che presenta in rilievo i marchi di origine.
La salatura
Trascorse 12 ore circa dalla messa in forma, tra la fascera e il bordo laterale della forma – lo scalzo – viene inserita un’altra fascia di idoneo materiale plastico che presenta in rilievo i marchi di origine.
La camera calda
Trascorse 12 ore circa dalla messa in forma, tra la fascera e il bordo laterale della forma – lo scalzo – viene inserita un’altra fascia di idoneo materiale plastico che presenta in rilievo i marchi di origine.
verso la stagionatura
Terminata la lavorazione, non resta che trasferire le forme nel magazzino di stagionatura dove rimarranno per un minimo di 9 mesi. Qui il gusto si affina e i segni distintivi del marchio Grana Padano vengono applicati.