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Export, gennaio 2026 in calo fisiologico dopo il boom di fine 2025

Dopo il +15,4% di dicembre, il 2026 apre rallentando. Il Direttore Generale Berni: «A febbraio torneremo in positivo».

Gennaio 2026 si è aperto con un lieve cedimento (-1,78%), per l’export di Grana Padano, ma il dato va letto, come ha fatto notare il Direttore Generale del Consorzio del Grana Padano, Stefano Berni, senza allarmismi nel contesto di un finale d’anno eccezionalmente brillante. «Dopo lo sprint del 15,4% registrato a dicembre 2025, il primo mese del 2026 ha segnato, infatti  – ha precisato – un rallentamento fisiologico».

A pesare è, in particolare, l’andamento di alcuni mercati chiave come gli Stati Uniti, dove le vendite hanno fatto segnare una flessione del 14,8%. Una perdita che incide sull’export totale visto che gli Usa sono il terzo mercato all’estero per il formaggio DOP più consumato al mondo. In discesa anche Svizzera e Austria che cedono l’8,3%. Anche la Germania, che è la prima piazza di bocco della DOP all’estero, ha lasciato sul terreno il 4,78%.

 

FORMA, MARCHIO A FUOCO

Segnali positivi dal versante europeo

Non mancano, però, segnali incoraggianti sul fronte europeo. «La Spagna si distingue – ha fatto notare Bernicon un incremento degli acquisti pari al 23%, consolidando la propria posizione fino a raggiungere il quarto posto assoluto tra i mercati di destinazione, alle spalle di Germania, Francia e Stati Uniti. Una performance che conferma la crescente penetrazione a apprezzamento del Grana Padano nel Paese iberico».

Andamento positivo anche per altri mercati dell’Unione europea. I Paesi Bassi hanno registrato un aumento del 4,1%, mentre la Polonia ha evidenziata una crescita ancora più marcata, pari al 12,8%, che le consente di salire fino al decimo posto nella classifica dei principali importatori. Segnali di vivacità arrivano, inoltre, da Grecia e Romania, entrambe in crescita di oltre il 6%.

Fuori dall’Europa, il Giappone continua a mostrare interesse per il Grana Padano, con un incremento degli acquisti del 7,56%, confermando il trend positivo già osservato negli ultimi anni.

Nel complesso, il quadro che emerge è quello di un rallentamento atteso e fisiologico dopo una chiusura d’anno particolarmente brillante. Il Direttore Generale invita a guardare ai dati con equilibrio: «Sono convinto che febbraio registrerà un segno positivo». Un’indicazione che lascia intravedere una possibile ripresa già nel breve periodo, sostenuta dalla solidità della domanda internazionale e dalla capacità del Grana Padano di presidiare mercati sempre più diversificati.