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Grana Padano, febbraio 2026 riaccende la corsa all’estero: export a +7%

Nei primi due mesi del 2026 la crescita è salita al +2,5%. Traina il grattugiato che supera il 42% delle vendite in Europa.

Il rallentamento registrato a gennaio 2026 appare già alle spalle. Dopo un avvio d’anno più contenuto, dovuto soprattutto all’exploit delle esportazioni registrato nel dicembre precedente, i mercati internazionali tornano a correre. Febbraio 2026 ha segnato, infatti, una nuova accelerazione dell’export, cresciuto del 7%, con il dato cumulato del primo bimestre che sale così al +2,5%.

A renderlo noto è stato il Direttore Generale del Consorzio di Tutela del Grana Padano, Stefano Berni, che ha sottolineato come i risultati dei mercati internazionali confermino un momento particolarmente favorevole per il formaggio DOP.

A sostenere la crescita sono soprattutto alcuni mercati europei ed extraeuropei che continuano a mostrare forte dinamismo. In particolare Spagna, Polonia e Canada hanno fatto registrare incrementi superiori al 17%, confermandosi tra le destinazioni più vivaci per il Grana Padano.

 

SCAGLIE

Lo sprint del grattugiato anche in Europa.

Una performance sostenuta soprattutto dal segmento del grattugiato e del prodotto senza crosta, che continua a trainare le vendite sia sul mercato interno sia all’estero. «Il grattugiato e il senza crosta stanno dando una grande spinta all’export – ha osservato Berni –. È un segmento che corre molto forte non solo in Italia ma anche in Europa, dove addirittura registra qualche decimale migliorativo rispetto al mercato italiano, arrivando a superare il 42% delle vendite».

Per il Direttore Generale si tratta di un cambiamento strutturale nei comportamenti d’acquisto: «Il grattugiato rappresenta sempre più il prodotto del futuro perché risponde alle esigenze di immediatezza delle famiglie moderne, delle nuove “signore Maria”, ma anche dei “signori Mario”».

«Per il Grana Padano questo è tra i momenti migliori dell’ultimo ventennio».

A sostenere le buone performance commerciali in Italia contribuisce inoltre il differenziale di prezzo favorevole rispetto al Consorzio del Parmigiano Reggiano, elemento che secondo gli operatori sta favorendo le uscite di prodotto sul mercato nazionale.

Guardando al quadro complessivo, Berni non ha nascosto l’ottimismo: «Per l’andamento dell’export possiamo definire questo momento, per le vendite di Grana Padano, se non addirittura il migliore, certamente tra i migliori dell’ultimo ventennio».