ZAGHINI: «BENESSERE ANIMALE E SOSTENIBILITA’ LE NOSTRE SFIDE»

20/07/2021

Il presidente del Consorzio, Renato ZaghiniIl presidente del Consorzio, Renato Zaghini
Il presidente del Consorzio, Renato Zaghini
Tutti gli operatori della filiera Grana Padano aderiranno al “Sistema di qualità nazionale per il benessere animale” del ministero della Salute

«Dal 2019 abbiamo attivato un sistema di valutazione del benessere animale che prevede un controllo annuale dei parametri per misurare lo stato di salute, la libertà di movimento, l’accesso al cibo e all’acqua delle stalle che fanno parte della filiera Grana Padano. Attendiamo ora i decreti attuativi per partecipare al “Sistema di qualità nazionale per il benessere animale” del ministero della Salute secondo lo standard Classyfarm». 

Il presidente del Consorzio di tutela del Grana Padano, Renato Zaghini, conferma l’impegno sul benessere animale come parte fondamentale di una strategia già annunciata dal Consorzio di tutela: puntare a rendere le pratiche agricole più sostenibili coinvolgendo l'intera filiera produttiva.  «Tutte le stalle della filiera Grana Padano - spiega - dovranno superare la prova del benessere animale (con un punteggio) che diventerà un requisito obbligatorio da inserire nel Disciplinare di produzione». 
Per benessere animale si intende «un sistema integrato a cui concorrono per il suo raggiungimento, il sistema di allevamento, l’alimentazione e la salute degli animali, il controllo della biosicurezza in allevamento, il monitoraggio dell’uso del farmaco veterinario, il controllo e la gestone delle emissioni nell’ambiente».


Il tema del benessere riguarderà anche i caseifici che potranno certificarsi con il claim “Benessere animale in allevamento” e un logo in grado di garantire che i prodotti derivino da allevamenti attenti al benessere animale. Un’opportunità per valorizzare sia la materia prima latte che il Grana Padano sul mercato. 

«Siamo in attesa dei decreti attuativi ministeriali sul benessere animale» 

Al momento, come ha precisato il presidente Zaghini, si attende un decreto interministeriale che stabilirà le regole per  la certificazione e l’ambito di attività degli organismi di certificazione. Uno o più decreti dei ministeri delle Politiche agricole e della Salute definiranno i disciplinari di produzione, il marchio distintivo per identificare i prodotti certificati, le regole per la vigilanza e i controlli e le modalità di utilizzo delle banche date relative al settore agricolo e sanitario. 

«A livello ministeriale occorre ancora sciogliere il nodo della gestione dei dati sul benessere animale – spiega Zaghini –: potrebbe essere affidata all’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia ed Emilia Romagna, sezione di Brescia, o all’ Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell'Abruzzo e del Molise con sede a Teramo. Potremmo anche elaborare un progetto come Consorzio di tutela, ma preferiamo aspettare di aderire al sistema nazionale».     

Sostenibilità, i progetti Life TTGG e  Made Green In Italy

Complementare al benessere animale è il tema della sostenibilità che vede il Consorzio di tutela in prima fila, come ha ricordato ancora il presidente Zaghini, nel progetto Life TTGG – The Tough Get Going (I Duri cominciano a giocare) realizzato in collaborazione con l’Università Cattolica del Sacro Cuore, il Politecnico di Milano, Enersem e Qualivita, per sviluppare di un software in grado di valutare e ridurre l’impronta ambientale dei prodotti con soluzioni in grado di ottimizzare le performance di tutto il ciclo produttivo.

Il Consorzio di tutela ha aderito anche al marchio ambientale “Made Green in Italy”, lo schema nazionale volontario per la valutazione e la comunicazione dell’impronta ambientale dei prodotti che applica la Metodologia europea Pef (Product environmental gootprint), per calcolare l’impronta ambientale misurando l’impatto del prodotto in ogni singola fase del ciclo di vita, a partire dalla produzione delle materie prime fino al suo utilizzo da parte del consumatore.

«Con i fondi che saranno messi a disposizione dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) ci stiamo già attivando come Consorzio di tutela assieme ad altri enti – ha concluso Zaghini – per utilizzare le risorse in progetti di sostenibilità che coinvolgono la filiera a cominciare dalle stalle».