Crema di cavolfiore e tartufo con uova in camicia
Difficoltà
Facile
Dosi
4 persone
Tempo di preparazione
20 minuti
Stagione
Autunno/Inverno
Stagionatura
Grana Padano Riserva
Francesca D'Orazio
Ingredienti
1 o 2 cavolfiori, peso totale, già mondati, 1 kg 
120 g di manteca al tartufo (o burro al tartufo) 
90 g di Grana Padano Riserva, grattugiato
4 uova biologiche 
1 cucchiaio di aceto bianco
sale q.b.
pepe  q.b.
tartufo  q.b.
Procedimento
Per la cottura del cavolfiore
Dividerlo in cimette e metterle in un cestello per la cottura al vapore. Cuocere per circa 10 minuti. 
In alternativa, disporle in una ciotola, aggiungere un dito d’acqua, coprire con pellicola per microonde e cuocere nel forno a microonde, circa 8 minuti, controllando e rigirando a metà cottura. 
Frullare il cavolfiore (non dovrà essere freddo) aggiungendo sale, pepe, il Grana Padano e la manteca, tagliata in pezzi. Tenere in caldo mentre si procede con le uova.

Per le uova
Portare ad ebollizione dell’acqua, aggiungere l’aceto. Aprire un uovo alla volta, passandolo prima in una ciotola o piattino, formare un vortice utilizzando un cucchiaio di legno, abbassare la fiamma e far scivolare l’uovo all’itero del vortice. Dopo 3 minuti di cottura, e dopo aver eliminato i filamenti di albume in eccesso, l'uovo in camicia è pronto per essere gustato. In questo caso viene disposto al centro della “crema” di cavolfiore. Eventualmente, aggiungere del tartufo affettato sottilmente.
La tavola delle feste
Semplicità, armonia ed un pizzico di follia.

Il menu è già deciso, vero? I biscotti della tradizione pronti, immagino, dunque è arrivato il momento di pensare alla tavola. Dopotutto non c’è gioia più grande di ritrovarsi tutti insieme intorno alla tavola vestita a festa. Saranno momenti da fotografare e imprimere nei nostri ricordi, e allora vale la pena curare anche i dettagli, in modo da accogliere al meglio i nostri ospiti e regalare un “abbraccio” in più.

Le regole della tavola - da tenere sempre a mente, ancor più nelle grandi occasioni - credo le conosciamo un po’ tutti, ma ripassiamo insieme quelle più salienti:
  • Tovaglia monocolore, possibilmente chiara (ben stirata), ancor meglio se è quella ricamata, della nonna, coi i suoi tovaglioli coordinati. Sotto la tovaglia il mollettone.
  • Piatti di porcellana, classici, e casomai i sottopiatti; il patto piano, ed eventualmente quello piccolo per l’antipasto. Il piattino del pane, a sinistra, sopra le posate 
  • Bicchieri preferibilmente di cristallo, due, uno per l’acqua ed uno per il vino, tre se si prevedono sia vino bianco sia vino rosso. Vanno in alto, a destra, sopra il coltello. 
  • Le posate: a destra i coltelli con la lama rivolta verso il piatto, e il cucchiaio; a sinistra le forchette. In alto le posate da frutta e da dolce. 
  • Caraffe per l’acqua, sottobottiglia per il vino, eventualmente un decanter. 
  • Centrotavola con o senza fiori; candele accese solo di sera, di giorno se la sala da pranzo è poco illuminata. 
Bene, fin qui le regole. Pensiamo però che siamo nelle nostre case, avvolti da affetti e sorrisi, dunque non si tratta di un ricevimento formale. Tuttavia, cerchiamo di fare sempre del nostro meglio - è pur sempre Natale - ma, se si hanno bambini piccoli, o se il lavoro assorbe molto ed arriviamo stanchissimi ai giorni di festa, non si può contare su aiuti, largo alla praticità: i tovaglioli di stoffa sono sempre da preferire, ma a volte diventa una necessità utilizzare quelli di carta (purché siano belli però!) al terzo invito a casa nostra!

Sono anche dell’opinione che si può depennare un piatto dal menu, ma non rinunciare al dettaglio della tavola. Dobbiamo “giocare di anticipo” - organizzazione prima di tutto! - e regalare più tempo possibile ai nostri famigliari.

Personalmente rinuncio difficilmente alla bella tovaglia tovaglia. Monocolore, sì, ma anche a fiori o scozzesi - quest’ultime soprattuto in montagna - abbinate bene a tovagliette particolari che hanno anche la funzione di proteggere dalle macchie! Il tavolo nudo, all’americana, lo preferisco solo se è bello da mostrare. In tal caso, obbligatorio il piattino del pane per evitare che poggi sul tavolo. 

Anche il centrotavola, non manca mai sulla mie tavole, non per forza con i fiori, d’inverno mi piace utilizzare anche della frutta, brinata (si fa spennellandola con un albume battuto e passandola nello zucchero semolato). Procuratevi dei rami di abete, con poche mosse renderanno bellissima la vostra tavola. Uniteci la frutta brinata, delle bacche e non avrete bisogno d’altro. E per i fiori, potete adoperare dei vasi piccoli, di diverse dimensioni e forme. A me piace anche rispolverare i bicchierini da liquore della nonna, disporvi fiori singoli. Danno un aspetto nostalgico-sentimentale molto apprezzato.

Pensando a dei dettagli in più per la tavola di Natale, vi consiglio i segnaposto, così che ognuno sappia subito dove è stato pensato e si sentirà particolarmente coccolato. Possiamo preparare dei ciuffi di abete, o rami di rosmarino legati con un nastrino e un cartoncino con una frase di auguri diversa per ogni commensale; della frutta di piccole dimensioni - pere o mele - meglio ancora se brinate. Oppure un biscotto di Natale che profumi la stanza di zucchero e cannella… 

E se invitassimo tutti gli ospiti a scrivere delle letterine di Natale e metterle sotto il piatto? I bambini lo fanno, ma sarebbe bello che anche gli adulti ne scrivessero una e la leggessero a turno.

Il nostro Natale sarà bellissimo, ancor più ricco di condivisione, che è unione, è famiglia. È ciò di cui abbiamo tanto bisogno.

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