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«PLAC è nata nel 1933, ottant’anni sono indubbiamente molti, non molte sono invece le aziende ancora pienamente attive che possono vantare tanta longevità. Le ragioni sono più di una e ruotano attorno ad alcuni elementi chiave, la nostra vocazione di allevatori che ci impone, non solo la quotidianità della mungitura e del ritiro del latte, ma anche la più rigorosa continuità generazionale e la conseguente necessità di avere un porto sicuro nel quale approdare ogni giorno di ogni anno per ogni generazione.»

Queste le parole di Nicola Cesare Baldrighi, presidente di PLAC e del Consorzio Tutela Grana Padano.

Per la visita di oggi ha chiesto ad uno storico dipendente di PLAC, attualmente in pensione, di rendersi disponibile per farci da guida in caseificio e raccontarci alcuni aneddoti.

Eccoci quindi con Martino Bergamaschi, l’avevamo già conosciuto in occasione di Expo, lui è stato uno dei casari impegnati nella produzione del caseificio costruito dal Consorzio di Tutela in occasione dell’esposizione universale in Cascina Triulza.

“Expo per me è stata la ciliegina sulla torta! Un esperienza incredibile, è stato bellissimo poter far vedere come si produce Grana Padano a così tante persone di tutto il mondo e vedere quanto interesse ed entusiasmo c’era, grandi e piccoli tutti a farci un sacco di domande”

Martino è nato in campagna, suo papà lavorava in PLAC, e così due zii. A 25 anni poi è arrivato il suo turno. Si è sempre trovato bene ed ha iniziato subito a lavorare alla produzione, con le mani nel latte.

“Anche se era il reparto più duro, mi sentivo utile, mi sembrava di aiutare di più la mia azienda.”

Durante la produzione del formaggio i passaggi della lavorazione sono dettati da tempi precisi dai quali non si può prescindere.

Io però non mi annoiavo mai e mi sembrava di essere un po’ nella cucina di un ristorante: dalla materia prima, viva, il latte, al prodotto finito. Certo nei ristoranti manca la stagionatura.

Mentre parliamo, entriamo in caseificio e Martino è letteralmente assalito dai vecchi compagni di lavoro e li prega di poter estrarre una cagliata da una delle caldaie.

Continua poi a raccontarci che in PLAC ha sempre visto un azienda che si muove, che fa ricerca, che vuole espandersi e questo per lui è importantissimo, gli ha sempre dato sicurezza e voglia di lavorare nel migliore dei modi.

Si augura che le nuove leve attualmente impiegate nella produzione lavorino con la sua stessa passione e si sentano sempre parte fondamentale del processo produttivo.
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