LETTERA APERTA AL MONDO DEL LATTE

19/12/2016

LETTERA APERTA AL MONDO DEL LATTE

Leggo dell’accordo sul prezzo del latte e vedo i bollettini del Grana Padano.

Applaudo, sono molto contento e ancor più soddisfatto e sollevato perché si realizza ciò che prevedevo e avevo a suo tempo ancora una volta anticipato e scritto azzardandomi ad incoraggiare qualche amico allevatore che, preoccupato e scorato, la scorsa primavera pensava di mollare.

Leggo dell’accordo sul prezzo del latte e vedo i bollettini del Grana Padano.

Applaudo, sono molto contento e ancor più soddisfatto e sollevato perché si realizza ciò che prevedevo e avevo a suo tempo ancora una volta anticipato e scritto azzardandomi ad incoraggiare qualche amico allevatore che, preoccupato e scorato, la scorsa primavera pensava di mollare.

Quello che è avvenuto i mesi scorsi non è una novità nel nostro mondo, ma certamente è stato un campanello di allarme che ha suonato più forte e più a lungo di precedenti.

Deve però essere un chiaro monito per il futuro perché certifica che la risposta ai problemi del settore non è, non può e non potrà essere l’indiscriminato aumento delle produzioni finalizzato alla riduzione dei costi unitari. Il sistema intero, dagli allevatori ai trasformatori ne tragga insegnamento definitivo.

Il Piano Produttivo del Grana Padano è un esempio illuminato che da anni accompagna e insegna i percorsi della stabilità e della sostenibilità dei redditi.

Il futuro non può prescindere da una regola ineluttabile che passa dalla consapevolezza che produzione e mercato non possono essere disgiunti, non lo possono essere in Italia e tantomeno in Europa.

L’evoluzione e il futuro devono passare quindi non dalla riduzione dei costi attraverso l’aumento delle produzioni, bensì dalla riduzione dei costi mediante l’ottimizzazione della gestione delle stalle e dei caseifici.

Abbiamo la fortuna che gli spazi ci sono e sono addirittura rilevanti, perciò occorre tesaurizzare questo momento positivo per rianalizzare, senza l’ansia dei mesi scorsi, gli strumenti gestionali e puntare alle migliori performances prendendo ad esempio i risultati delle imprese più virtuose da porsi come obiettivi cui mirare, almeno per avvicinarcisi il più possibile.

Ciò perché, per quanto ci si impegni, dobbiamo attendere ancora delle varianze di un mercato diventato sempre più volatile in quanto non più regolato da leggi comunitarie, come quelle delle quote latte, ma esclusivamente dal coordinamento, dalla lungimiranza e dal buonsenso che, essendo solo principi, per quanto condivisi, sono soggetti all’elastica interpretazione e lettura delle singole imprese.

L’importante quindi è avere chiara e forte la convinzione che questo è lo scenario e che deve essere governato con illuminata e coraggiosa consapevolezza.

Godiamoci pertanto il momento, ma guai a cullarci sugli allori perché il cavallo Berto, ora pogiato, potrebbe tornare a “scalpitare” qualora ci si facesse travolgere dall’euforia e si perdesse di vista l’obiettivo che può e deve essere solo quello di “produrre secondo il mercato”.

Stefano Berni

Direttore Generale Consorzio Tutela Grana Padano

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