Società agricola Santa Faustina

Riflettori su Santa Faustina Società Agricola, allevamento del piacentino che produce latte esclusivamente per la trasformazione in Grana Padano Dop
 
La numero 250, come si legge sul collare identificativo, è una vacca da latte particolarmente mansueta: sporge con il suo muso nero dalla rastrelliera e si lascia accarezzare volentieri da Paola Gandolfi, giovane veterinaria che guida l’azienda di famiglia assieme alle sorelle Manuela, Elena, agronoma, e al padre Fausto che ne è supervisore. Al di là dei sacrifici quotidiani traspare in modo evidente l’entusiasmo per questa professione. Piglio energico, ma cordiale, Paola non è l’unica faccia giovane di questo allevamento: anche i dipendenti non superano in media i 35 anni di età e sono altrettanto disponibili e motivati.

La Santa Faustina Società Agricola è un allevamento di bovini che produce latte esclusivamente per la trasformazione in Grana Padano Dop e si estende su 600 ettari a Cadeo nel piacentino. 

Complessivamente in stalla si contano 350 vacche, di cui 300 in lattazione e una cinquantina in asciutta, altre 30 manze quasi pronte al parto e un gruppo di 250 capi da rimonta. 

La produzione di latte ammonta a 3mila tonnellate all’anno ed è tutta destinata al Caseificio Santa Vittoria di Carpaneto, una cooperativa che riunisce 20 soci allevatori.
La Santa Faustina Societa Agricola si estende su 600 ettari a Cadeo nel piacentinoLa Santa Faustina Societa Agricola si estende su 600 ettari a Cadeo nel piacentino
La Santa Faustina Societa Agricola si estende su 600 ettari a Cadeo nel piacentino
Una priorità di questo allevamento è il benessere animale che vuol dire garantire un’alimentazione corretta, ridurre l’uso degli antibiotici e anche mantenere una migliore qualità del latte. «La nostra stalla è a stabulazione libera – ci racconta Paola Gandolfi – con la zona di riposo in lettiera o cuccette. 

L’allevamento è organizzato in modo che alcune vacche utilizzino la cuccetta, altre la lettiera ad esempio quelle in asciutta o che hanno appena partorito. Per noi è fondamentale che il numero delle cuccette e il numero dei posti in mangiatoia rispetti le regole del benessere animale. Abbiamo una cuccetta per animale e uno spazio adeguato anche per il numero di animali nella sala di attesa per la mungitura. Tutti i parametri ci vengono regolarmente controllati dall’Istituto Zooprofilattico della Lombardia e dell’Emilia-Romagna, sezione di Piacenza». 

Mantenere elevato lo standard di benessere aiuta in termini di sanità, produttività ed efficienza alimentare e quindi anche nella redditività d'impresa. Anche gli abbeveratoi e i sistemi di aerazione sono a norma e dotati di dispositivi che consentono, ad esempio, di liberare gli ambienti dall’ammoniaca prodotta dalle deiezioni animali. Per quanto riguarda la lettiera viene mantenuta pulita aggiungendo paglia pulita o rinnovata completamente ogni 3-4 giorni. La cuccetta viene rinnovata regolarmente.

«I terreni vengono coltivati – spiega Gandolfi – in base alle necessità dell’alimentazione zootecnica mantenendo le rotazioni colturali: viene raccolto, ad esempio, il triticale da insilare che contribuisce alla composizione di una razione alimentare ben bilanciata. Cerchiamo di mantenere un rapporto il più possibile equilibrato tra i mangimi e le materie prime prodotte in azienda in modo che l’animale possa soddisfare al meglio le esigenze alimentari a seconda del suo grado di sviluppo, delle condizioni e dell’età. Gli animali vengono suddivisi in gruppi anche per poter variare le esigenze nutrizionali».

 
Sempre nell’ottica del benessere animale in stalla vengono separate le vacche di primo parto
da quelle pluripare spostando, in caso di necessità, gruppi interi di animali. Questo consente di uniformare i gruppi e di seguirli meglio in base alle loro esigenze.

Parte delle innovazioni e degli ammodernamenti Paola Gandolfi li ha potuti realizzare anche
grazie ai finanziamenti del Programma di sviluppo rurale della Regione Emilia-Romagna,
ad esempio quelli destinati ai giovani. L’azienda agricola ha investito da qualche anno di un impianto di biogas da 500 megawatt che viene alimentato con i reflui zootecnici
prodotti dall’allevamento.

Un altro tema centrale nella moderna zootecnia è quello legato all’uso degli antibiotici: ridurne e razionalizzarne il consumo rappresenta una delle grandi sfide del futuro. «L’uso degli antibiotici nell’allevamento – sottolinea Paola Gandolfi – si può ridurre in modo drastico limitandolo ai casi di necessità cercando, nel contempo, di alzare l’asticella del benessere animale con una gestione corretta dell'allevamento. Come allevamento abbiamo partecipato assieme al Caseificio Santa Vittoria a un progetto sulle mastiti per cercare di ridurre l’uso di antibiotici».

Il progetto “Approccio integrato per ridurre il consumo di antibiotici nella produzione del latte destinato alla produzione di formaggi Dop Regionali” è stato coordinato dall’Istituto Zooprofilattico della Lombarda e dell’Emilia-Romagna (sezione di Piacenza) e finanziato nell’ambito del Programma di sviluppo rurale dell’Emilia-Romagna. Occorre, fa sapere Gandolfi, verificare sempre, sulla base delle analisi, l’esistenza di una mastite: «Poi si può decidere se e come trattare l’animale. Credo molto anche nella vaccinazione per prevenire il problema e lo stesso approccio vale anche con altre infezioni che possono colpire i vitelli».
Francesca Baccino
Condividi facebook share twitter share pinterest share
Siglacom - Internet Partner